Esuberi Mascioni trovato l’accordo

La Prealpina - 28/09/2016

Antonio Parisi (uil), Ernesto Raffaele (Cgil) e Pietro Apadula (Cisl) hanno provato fino all’ultimo minuto a giocare tutte le carte possibili per riuscire a trovare un accordo sindacale sui 118 esuberi annunciati dalla nuova proprietà Mascioni. E, nella notte tra lunedì e martedì, ci sono riusciti. Hanno messo nero su bianco una ipotesi di intesa che ieri mattina hanno illustrato all’assemblea dei lavoratori. E dai 280 dipendenti è arrivato il voto favorevole, quasi all’unanimità.

Il documento, del resto, ricalca la proposta sindacale presentata all’azienda la scorsa settimana e consente ai dipendenti di prendersi del tempo per costruire il proprio futuro anche fuori dall’azienda tessile di Cuvio. Sì, perchè gli esuberi non sono scomparsi, ma sono diminuiti: passano, infatti, da 118 a 90. Un risultato che i tre rappresentanti sindacali hanno ottenuto dopo ore e ore di trattativa e discussione. Queste 90 persone resteranno senza lavoro entro giugno 2017, ma, prima di spedire le lettere di licenziamento, il top management di Phi attenderà negli uffici coloro che volontariamente decideranno di lasciare l’azienda.

«Siamo riusciti a salvare il principio della volontarietà all’uscita – spiega Antonio Parisi – a cui abbiamo aggiunto anche un altro elemento fondamentale, la clausola sociale. Ovvero, nel caso ad esempio di marito e moglie entrambi dipendenti Mascioni, soltanto uno dei due potrà abbandonare l’azienda». La stessa cosa accadrà nel caso di conviventi, oppure di fronte a situazioni familiari particolari. Non basta. Chi deciderà in modo volontario di lasciare i reparti Mascioni, riceverà un incentivo all’uscita che i rappresentanti dei lavoratori giudicano «dignitoso». La cifra, come previsto, si aggira intorno ai ventimila euro. Le decisioni, però, dovranno essere prese in tempi abbastanza brevi. Il conteggio delle uscite volontarie, infatti, avverrà a fine 2016. Al 31 dicembre si metteranno nero su bianco le cifre e, nel caso in cui non si arrivasse a 90, le persone che mancheranno al raggiungimento del numero previsto, saranno licenziate secondo i criteri di legge entro giugno 2017.

La data di giugno non è casuale. L’accordo, infatti, prevede anche sei mesi di cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti, che scatteranno da gennaio. La cassa integrazione attualmente in corso, infatti, terminerà al 31 dicembre. «L’accordo sull’ammortizzatore sociale era indispensabile – spiega ancora Parisi – perchè consente ai lavoratori di avere un paracadute e, nello stesso tempo, allunga i tempi per i licenziamenti».

Insomma, complessivamente, le richieste messe nero su bianco dai sindacati sono state accolte tutte, pur con delle modifiche. Certo, la trattativa è stata estenuante e non solo nel rush finale. Gli ultimi quattro mesi sono stati decisamente intensi, con tante salite da superare. C’è stato anche qualche momento in cui ha prevalso il muro contro muro, con l’intesa che sembrava impossibile. «Noi siamo molto soddisfatti di questo risultato – sottolinea ancora Parisi – che ci consente di salvaguardare chi resta in azienda ma anche di dare strumenti adeguati di sostegno a chi lascerà Mascioni». Oggi tutte le parti si ritroveranno all’Agenzia regionale per il Lavoro per la ratifica ufficiale dell’intesa.