Esportazioni, sei mesi bui

La Prealpina - 14/09/2020

– L’import-export varesino nei primi sei mesi del 2020 presenta dati in fotocopia rispetto a quelli lombardi e nazionali. Dati, quelli diffusi da Promos Italia, (la struttura nazionale del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese), caratterizzati inevitabilmente dal segno negativo. Nel dettaglio, rispetto al semestre 2019, le importazioni made in Varese sono calate dell’8,5%, passando da quasi 3,5 milioni a 3,2 milioni di euro; ancora più accentuate le perdite delle esportazioni a livello provinciale: nel semestre il calo registrato è stato del 15,6%, visto che dai quasi 5 milioni di euro si è scesi a 4,2 milioni. La variazione totale dell’interscambio varesino ha segnato così un -12,6% rispetto allo stesso semestre del 2019.
La Lombardia ha fatto leggermente peggio: l’import-export lombardo
nei primi sei mesi del 2020 è passato da 132 ai 112 miliardi di euro, il che
equivale a un calo percentuale del 15%.
La Lombardia nei primi sei mesi 2020 ha esportato 54 miliardi di euro,
-15% e vale oltre un quarto del totale italiano che è di 201 miliardi. Precede
il Veneto e l’Emilia-Romagna, le cui esportazioni non sono andate oltre rispettivamente i 27 e i 28 miliardi di euro. Quanto alle importazioni lombarde hanno raggiunto i 58 miliardi di euro (-15%), circa un terzo del totale italiano di 178 miliardi.
In Italia gli scambi calano del 16%. In particolare, in Italia le esportazioni di
201 miliardi sono calate rispetto ai 238 miliardi dello scorso anno, -15%.
Anche l’import di 178 miliardi è calato rispetto all’import di 215 miliardi dello scorso anno, -17%.
Dal punto di vista delle province, prevale Milano con 49,7 miliardi di
scambi (-14% in un anno); seguita da Torino e Roma con 14 miliardi; Vicenza e Verona con 12 miliardi; e da Bergamo, Brescia e Bologna con 11
miliardi. L’export è guidato dal settore manifatturiero, soprattutto da
macchinari (33 miliardi in Italia di cui 10 miliardi in Lombardia); moda
(21 miliardi di cui oltre 5 miliardi in Lombardia); metalli (22 miliardi di
cui 8 miliardi in Lombardia); alimentare (19 miliardi di cui 4 miliardi in
Emilia-Romagna e 3 miliardi in Lombardia, Piemonte); e mezzi di
trasporto (19 miliardi di cui 3 miliardi in Piemonte e 3 miliardi in Lombardia).
«I dati evidenziano l’impatto che l’emergenza da Covid-19 ha avuto sulle
relazioni commerciali internazionali delle imprese lombarde così come di
quelle italiane», ha commentato Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia. «Era difficile immaginare un altro scenario, ma l’auspicio è che
la ripartenza, seppur lenta, a cui stiamo assistendo possa portare a un graduale ma importante miglioramento».