Esportazioni in calo: persi 500 milioni

Meno 7,6%. A leggere i dati Istat, resi pubblici ieri mattina e relativi ai primi nove mesi del 2016, la palma di seconda peggior performance dell’anno tra le principali province esportatrici italiane va a Varese. Rispetto ai primi tre trimestri del 2015 si sono incassati dalle esportazioni all’incirca 575 milioni di euro in meno. I numeri, mai come in questo caso, sono impietosi. Al 30 settembre 2015 l’export della provincia di Varese veleggiava felicemente verso quota 8 miliardi di euro: 7 miliardi e 597 milioni di euro, per l’esattezza; a fine settembre 2016 le esportazioni del Varesotto avevano superato, ma solo di poco, i 7 miliardi: 7 miliardi e 19 milioni di euro, a voler essere pignoli. Non è un caso che lo stesso comunicato stampa dell’Istat faccia esplicito riferimento a Varese e la indichi tra le province che «contribuiscono in misura maggiore alla diminuzione delle vendite sui mercati esteri». Peggio di Varese, percentualmente parlando, ha fatto solo la provincia di Torino, le cui esportazioni complessive sono scese da 17,1 a 15,6 miliardi, con una perdita secca dell’8,9%. A parziale giustificazione del risultato “poco confortante” non si può prescindere dal ricordare che proprio nel 2015 la provincia di Varese ha avuto la sua miglior annata di sempre alla voce export. A livello regionale, sembra invece tenere botta la Lombardia, la numero uno in Italia in materia di export con 82 miliardi e 759 milioni di euro al 30 settembre 2016, lo 0,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Il dato lombardo vale quasi un terzo delle esportazioni italiane.

Dietro la Lombardia, Veneto (43 miliardi, +0,7% rispetto al 2015), Emilia Romagna (41 miliardi, +1,5%) e Piemonte (32 miliardi, -4,9%).

Più in generale, nel terzo trimestre 2016 l’Italia nord-occidentale (+2,1%) e l’Italia centrale (+0,8%) mostrano un aumento congiunturale delle esportazioni, che risultano invece in diminuzione nell’Italia meridionale e insulare (-1,5%) e in quella nord-orientale (-0,2%). Nei primi nove mesi dell’anno, infine, il lieve aumento tendenziale dell’export nazionale (+0,5%) è sintesi dell’aumento registrato per le regioni delle aree meridionale (+10,6%), nord-orientale e centrale (+1,5% entrambe) e del calo delle aree insulare (-21,3%) e nord-occidentale (-0,8%).