Esordienti varesine in Borsa

«Reggono meglio dell’indice. Sono “resilienti”, per dirla con gli esperti di finanza: un termine mutuato dalla metallurgia che indica la capacità dei materiali di assorbire elasticamente le pressioni». Max Malandra, analista finanziario varesino, 46 anni, tra i fondatori di finanziaoperativa.com, spende buone parole per OpenJobMetis e Lu-Ve Group, le due aziende della nostra provincia quotate alla Borsa valori di Milano. Cominciamo da OpenJobMetis, con i suoi primi sei mesi a Piazza Affari. «La società dell’ad Rosario Rasizza, che capitalizza quasi 100 milioni di euro, è quotata al segmento Star (quello che comprende le società con elevati requisiti di governance e liquidità ndr) ed è stata collocata in Borsa a dicembre 2015 a 6,6 euro per azione: quindi, chi avesse sottoscritto le azioni a quel prezzo, nonostante la forte discesa del mercato azionario italiano – è ancora in guadagno del 4% circa. Certo, il business in cui opera la società di Gallarate (Agenzia per il Lavoro) è sicuramente di attualità, ma essere riuscita a confermarsi sopra il valore di collocamento è certamente un bel traguardo. E i risultati del primo semestre lo confermano. I ricavi sono saliti dell’1,3% a 212,2 milioni di euro, il margine operativo lordo del 3,2% a 6,8 milioni e, infine, l’utile netto è quasi quadruplicato, passando da 774mila euro a 3 milioni. il tutto con un netto miglioramento dell’indebitamento (sceso da 43,5 a 29 milioni) e con un patrimonio netto di 69,6 milioni». Prosepettive di crescita? «Credo che OpenJobMetis abbia ancora spazio per crescere, tanto che gli analisti di Equita Sim, pur riconoscendo l’alto rischio dell’azione, fissano un prezzo obiettivo per il titolo a 8,4 euro per azione. Vale a dire oltre il 20% in più rispetto ai valori attuali».

Che cosa dire dell’impatto con la Borsa del gruppo Lu-Ve?

«Il cammino della società di Uboldo appare un po’ più complicato. L’azienda leader nella refrigerazione, è quotata all’Aim Italia (il mercato dedicato alle piccole aziende che puntano a crescere), anche se proprio piccola la multinazionale non è: la capitalizzazione sfiora infatti i 170 milioni di euro. Settimanan prossima la società controllata da due srl (la Finami della famiglia Liberali con il 54% e la G4 della famiglia Faggioli con il 19%, mentre sul mercato vi è il restante 27% del capitale) comunicherà i risultati relativi al primo semestre, ma per dare un ordine di grandezza, ecco quelli del 2015: 209 milioni di ricavi (di cui il 20% in Italia, un altro 27% nell’Ue e il restante 53% nel resto del mondo), 26,2 milioni di margine operativo lordo e infine 9,1 milioni di euro di utile netto. Da inizio anno il titolo ha perso circa l’11%, ma a maggio ha staccato un dividendo di 20 centesimi di euro per azione, riducendo quindi il calo al 9% circa. Nel frattempo, il Ftse Italia All Share ha perso però oltre il 23% del proprio valore. Il report più recente su Lu-Ve è quello di aprile, redatto dagli analisti di Intermonte alla luce dei risultati del 2015, che assegnano al titolo un target price di 13,5 euro per azione».