Eremo, niente visite turistiche durante le funzioni religiose

 Dal caos delle metropoli di Milano e Parigi alla quiete isolata del Lago Maggiore, dal prestigio offerto da grandi istituti bancari all’umiltà spirituale di un eremo abbarbicato da mille anni alla roccia. Lo stesso destino accomuna fra’ Gabriele, da quindici giorni responsabile della Comunità Francescana di Betania presso Santa Caterina del Sasso, e fra’ Paolo, superiore generale del nuovo ordine religioso prescelto dalla Curia milanese al posto degli Oblati Benedettini, che hanno lasciato l’eremo il 30 novembre scorso. Con suor Lucia e suor Milena, formano la nuova Casa di un “istituto di vita consacrata di diritto diocesano” fra gli ultimi nati in seno alla Chiesa cattolica: atto di fondazione 1982 ad opera del frate cappuccino padre Pancrazio da Bari, figlio spirituale di padre Pio da Pietrelcina, riconoscimento della Santa Sede 1998, nove Case – due sono all’estero – con duecento tra chierici e laici. Numero esiguo, ma bassa età media e tre elementi carismatici: preghiera, accoglienza e vita fraterna. Giusto ciò che cercavano Curia e Provincia (dal 1970 proprietaria del bene) «per rafforzare l’utilizzo del luogo sacro», si legge nella determinazione rilasciata da Villa Recalcati il 26 marzo, e «garantire la continuità e la cura del culto e del luogo».

Spiega fra’ Gabriele, origini brianzole, barba bianca e sguardo mansueto, 64 anni, che a 41 ha lasciato il posto in banca a Milano per abbracciare la professione di fede: «La diocesi vuole che sia curato l’aspetto spirituale in modo che si ristabilisca il giusto equilibrio con l’aspetto turistico e questa è per noi una bella sfida educativa. Perciò abbiamo deciso che la visita alla chiesa non possa avvenire durante le funzioni religiose, in modo da non disturbare il raccoglimento. È un percorso ancora tutto da costruire, nel quale ci sarà posto per l’amministrazione di un solo sacramento, quello della riconciliazione, oltre alla celebrazione della messa quotidiana feriale e festiva delle 18». Insomma, niente matrimoni.

Mentre il Consiglio provinciale convocato per oggi pomeriggio voterà la novità delle nuove tariffe di accesso all’eremo, l’avvio della Settimana Santa è il primo banco di prova della Comunità: celebrazione del Triduo Pasquale secondo il rito ambrosiano, veglia alle 22 di sabato, confessioni. Manca uno spazio apposito dedicato al sacramento della riconciliazione, ma non ci sembra il caso di chiedere ulteriori sforzi alla proprietà, che in questi ultimi mesi ha fatto davvero molto per consegnarci una struttura accogliente. In seguito proporremo iniziative come i ritiri spirituali, mentre il discorso legato alla permanenza dei pellegrini per più giorni deve essere rimandato. Ora disponiamo di appena quattro posti letto con servizi in comune». Fuori, la giornata uggiosa è mitigata dal vasto pergolato di glicine viola che bene si accorda col saio ceruleo che spunta sotto il maglione azzurro di frati e suore. I nuovi colori dell’eremo di Santa Caterina.