Eppur si muove. E anche bene

Varesenews - 02/10/2017

Le sedie preparate non sono bastate. Ai giardini Estensi, come a Villa Panza, sono arrivate centinaia di persone per ascoltare il racconto delBarone rampante di Italo Calvino. Un set semplice, con un leggio, un lampadario e una scala poggiata sul tronco di un albero. Lo scenario era suggestivo grazie al paesaggio che circondava le persone. Questo progetto fa parte di Nature urbane, il festival in corso nella città giardino fino a domenica prossima.

Partiamo da qui per riflettere su Varese e non solo.

Usciamo, seppur in modo ancora timido, da dieci anni di crisi economica. Un periodo che ha trasformato pesantemente il mondo intero. In tutto questo lungo periodo c’è un settore che non ha smesso di crescere: il turismo.

I viaggiatori aumentano anno dopo anno e abbiamo superato abbondantemente il miliardo e duecento milioni di turisti in tutto il globo. In Italia il settore rappresenta quasi il 12% del Pil e il 12,8% dell’occupazione. La politica e il Governo hanno lavorato in proposito e dopo oltre 50 anni, il Paese si è dotato di unPiano strategico per il turismo da qui al 2022.

Varese ha anticipato questo documento di qualche mese grazie allavoro dell’assessore Roberto Cecchi. L’idea di fondo è quella cheoccorra una forte visione per Varese, e “dovrebbe emergere l’idea e la prassi che il turismo possa essere lo strumento di governo del territorio, in quanto attività inseparabile dai beni che lo generano. E dunque, per questo, garanzia di sostenibilità e compatibilità”.

Un cambiamento non da poco e tutte quelle sedie occupate nei parchi, i sold out per le prenotazioni delle visite guidate nelle ville e tanti diversi eventi già pienamente partecipati indicano qualcosa. Non è tanto una questione di numeri, ma di visione.

Il tandem degli assessori Cecchi e Zanzi, il primo determinato a portare la sua esperienza in materia di paesaggio e il secondo pragmatico e grande esperto rispetto alla valorizzazione del verde,potrebbe imprimere una svolta. 

Per capire quanti progetti si stiano muovendo sul territorio bastava passeggiare per il centro negli ultimi giorni. Non c’è solo il neonato festival. Il paziente lavoro della Varese sport commission della Camera di commercio, combinata all’esperienza della società Binda, hanno portato a Varese migliaia di persone con 2700 ciclisti iscritti alla Gran Fondo, solo alla sua seconda edizione. Si aggiunge poi la tradizionale Tre Valli, sempre più nell’olimpo delle gare su due ruote.

Oltre a questo lavoro legato alla vocazione sportiva del territorio, c’è un risveglio importante per la valorizzazione dei nostri quattro siti Unesco. Per la prima volta c’è una reale sinergia tra i gestori dei beni. Settimana scorsa il progetto Varese4U ha partecipato a Siena alla più importante rassegna italiana dei siti patrimonio dell’Umanità. Pochi giorni prima, nel Delta del Po si era tenuto il primo Forum mondiale dei giovani provenienti da 180 aree MAB sempre dell’Unesco. Eravamo anche lì.

Un altro evento che porrà le basi per uno sviluppo importante dei cammini storico culturali si è tenuto pochi giorni fa. A Castiglione Olona decine di enti hanno sottoscritto una carta di impegno per lavorare insieme sulla Via Francisca del Lucomagno, una delle tante realtà che entreranno a far parte del fascio di strade della Francigena.

Tutto questo movimento ha bisogno di una visione forte che indichi la strada e sia una sorta di hub. Un progetto diverso da alcune esperienze del passato, quando l’attenzione maggiore era su chi dovesse esser collocato ai vertici di strutture spesso frutto di mediazioni politiche e basta.

Varese oggi ha le possibilità di dire la sua anche sul turismo. L’idea di Roberto Cecchi di partire dal paesaggio ha il grande merito di tenere insieme tanti elementi dando valore a tutto il patrimonio che il territorio possiede. Questo a partire dalle aree protette, ma anche dalla valorizzazione della cultura industriale, dai saperi delle Università e tanto altro. Se si legge bene dentro il programma di Nature urbane, ci sono già molti indicatori di cosa si possa cercare di fare. Ci sono tanti soggetti che hanno idee e volontà di coinvolgersi al di là delle appartenenze politiche. Il Campo dei fiori è un altro possibile progetto con l’idea forte di rivalorizzare la vecchia stazione della funicolare.

Il paesaggio con la sua natura, l’arte, i prodotti della creatività artigianale e industriale rende Varese un territorio di grande interesse.Può esser questo l’elemento distintivo forte, il “contenitore” per progettare uno sviluppo sostenibile che porti energia e lavoro. Un punto di unione tra vocazioni diverse a partire da quella manifatturiera e commerciale. Oggi, grazie a una diversa consapevolezza e alla cultura digitale, non c’è contraddizione nel tenere insieme vocazioni così diverse e lontane come erano vissute nel passato recente.

Ci sono delle condizioni fondamentali però: crederci sul serio e avere l’umiltà di lavorare insieme.

Troppo spesso Varese ha conosciuto buone intuizioni salvo poi farle naufragare. L’elenco delle occasioni perse sarebbe lungo e anche un po’ triste. Ora abbiamo un contesto storico e culturale che può segnare una vera svolta. Da qui a un anno vedremo se ancora una volta era solo una buona visione, oppure sapremo consolidare i risultati che già si iniziano a vedere di questi tempi.