Enti locali e autonomia«È l’ora della riscossa»

La Prealpina - 07/10/2017

Nel bel mezzo della rivolta catalana e a pochi giorni dal Referendum per l’autonomia in Lombardia, non poteva esserci un tema più interessante da dibattere come “L’autonomia degli enti locali” di cui si è discusso ieri a Ville Ponti, all’interno del 20esimo anniversario di Upel, l’Unione provinciale degli enti locali. Vale a dire un organismo che, nato sotto l’impulso di Silvio Fiorini, passando attraverso la guida di Valentino Del Grande e Alessandro Vedani, sotto la guida attuale del presidente Marco Cavallin sta vivendo una nuova giovinezza.

Tanto che, come ha ricordato il direttore Claudio Biondi, gli aderenti sono arrivati a 334, più che raddoppiando il dato di cinque anni fa.

E non si tratta solo di Comuni del Varesotto, ma i confini sono stati spostati fino a Bergamo, Lodi e Pavia. L’anno scorso, per esempio, 11.000 amministratori locali hanno partecipato ai corsi e alle attività proposte, mentre quest’anno si è spostata l’attenzione su una consulenza diretta ai singoli problemi che, nei municipi e negli altri organismi territoriali, non mancano mai.

«L’Upel – ha detto Cavallin – è come la piazza di un paese, dove ci si confronta e si risolvono i problemi assieme. La nostra mission è di tradurre in opere concrete le richieste del territorio, mettendo a frutto e recuperando un’autonomia che, in questi anni, è diminuita soprattutto per ragioni economiche».

Un discorso sottoscritto dai tanti sindaci presenti, con diverse autorità civili, religiose e militari provinciali, a testimoniare l’importanza dell’evento: «Spero che ora sia il tempo della riscossa dei corpi intermedi sociali e istituzionali – ha sottolineato Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale -. Perché essi hanno contribuito in maniera straordinaria al tentativo di risanamento dei conti pubblici, con tagli ai cosiddetti costi della politica decisivi rispetto a quanto fatto dallo Stato centrale. Si è trattato di un attacco fortissimo dettato dal tentativo di ricentralizzazione, sacrificando il principio di autonomia».

Una situazione che, da poco più di un anno, sta vivendo anche Davide Galimberti come il sindaco di Varese: «Amministrare in sé non è difficilissimo – ha ricordato, durante l’evento in cui si è presentato anche il libro di Upel “Meraviglie dei Comuni varesini” – ma la parte più difficile è sistemare le questioni del passato. In generale serve quindi un’alta formazione e un aggiornamento costante del personale della Pubblica amministrazione, assieme a un altissimo livello di informatizzazione».

Nel dibattito moderato dal giornalista della Rai, Enrico Castelli, Stefano Glinianski, magistrato della Corte dei Conti ha invece dichiarato come «le virtù e i vizi degli enti locali spesso si intersecano. Nella mia attività, infatti, mi è capitato spesso di vedere, come dei sindaci con tanta voglia di fare, spesso travalichino le regole. Non per malafede, ma per il troppo desiderio di essere positivi. Chiaramente, invece, l’entusiasmo va incanalato nelle norme previste per tutti».