Enti locali, duemila lavoratori precari

«Il decreto Enti Locali, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera, non risolve i problemi nevralgici del sistema delle autonomie locali e di conseguenza non garantisce un migliore servizio alla cittadinanza». A sostenerlo sono le categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, che hanno promosso per questa mattina una giornata di mobilitazione, in tutte le regioni e in tutti i posti di lavoro. In Lombardia, a Milano, si terrà un presidio unitario regionale sotto il Pirellone, sede del Consiglio regionale, dalle 10 alle 13. Inoltre, è previsto un incontro con i gruppi consiliari e la commissione regionale Affari Istituzionali. Due i punti non risolti dal decreto, a detta delle forze sindacali: primo, la questione relativa al futuro dei lavoratori precari di province e città metropolitane, allo stato senza prospettiva di avere una nuova proroga dei loro contratti in scadenza; secondo, il rischio concreto del taglio del salario accessorio per il personale impiegato in quegli enti che versano in difficoltà economico-finanziaria.

A sentire Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, che sollecitano immediate modifiche al testo nei prossimi passaggi parlamentari, si tratta di oltre «2 mila lavoratrici e lavoratori precari delle province e città metropolitane, impiegati in quegli enti da anni, che rischiano di non ottenere alcuna proroga dei contratti a termine alla scadenza prevista per il 31 dicembre di quest’anno».