Enrico Saverio Pagano: la musica è per giovani

La Prealpina - 13/05/2022

Il Covid può avere bizzarri effetti collaterali, per esempio che un premio vinto nel 2021 sia consegnato adesso. Capita al direttore d’orchestra varesino Enrico Saverio Pagano, vincitore l’anno scorso dei uno dei premi TOYP (Ten Outstanding Young Persons) assegnati dalla Junior Chamber International – Italy, la cui cerimonia di consegna è prevista alle 15.30 di sabato 14 a Busto Arsizio, alla Camera di Commercio. Il 27enne direttore romano di nascita e varesino d’adozione, però, non potrà essere presente, perché impegnato a Roma in un concerto con la sua Orchestra da Camera “Canova” e il clarinettista Tommaso Lonquich. Lo abbiamo raggiunto al telefono domenica, in una pausa delle prove di un concerto milanese, sempre con la sua “Canova”, orchestra in residenza alla IUC di Roma ma con base operativa a Milano. «Il Premio TOYP è arrivato subito dopo che Forbes Italia mi aveva inserito, in marzo, tra le 100 giovani persone sotto i 30 anni destinate a diventare dei “leaders per il futuro”. Tutto è in realtà partito da un progetto realizzato con lo scrittore Alessandro Baricco e la pianista Gloria Campaner: per una sorta di effetto domino se è occupato di me il quotidiano La Repubblica, in uno speciale sui ventenni che faranno il futuro, quindi ha avuto la segnalazione di Forbes e il Premio TOYP».

A Roma salirà sul palcoscenico insieme al clarinettista Tommaso Lonquich: è la prima volta che collaborate?

«Sì, e tra l’altro Lonquich proporrà una sua ricostruzione per clarinetto di bassetto del Concerto in La maggiore per clarinetto di Mozart. È noto che Mozart lo ha scritto per clarinetto di bassetto, però del manoscritto originale restano solo le prime 150 battute e dobbiamo fare riferimento alle trascrizioni, in particolare a quella per clarinetto. Lonquich ha già eseguito questa versione molti anni fa nel corso di una tournée in Spagna, ma in Italia è la prima volta. Riproporremo il concerto nella Chiesa del Collegio Papio ad Ascona, nel tardo pomeriggio di domenica 29 maggio, e domenica 4 giugno a Cannobio, in mattinata in piazza».

A Varese, in aprile, ha diretto l’intermezzo Livietta e Tracollo di Pergolesi e la cantata Apollo e Dafne di Händel al Teatro Nuovo. Ci sono altri concerti in programma nella sua città?

«Due appuntamenti con il Varese Estense Festival, che sarà presentato ufficialmente a breve: Così fan tutte di Mozart a giugno e La Medium di Menotti a luglio, con Manuela Custer, ai Giardini Estensi. La musica di Menotti è stupenda ed è un peccato che si esegua così poco. Tra l’altro Menotti era varesino di nascita ed abbiamo pensato che mettere in scena una sua opera è anche un modo per dare una precisa identità al Festival».

Qui si torna all’annoso problema dell’assenza di un teatro d’opera a Varese: l’acustica del Nuovo è secca e l’opera all’aperto dipende dai capricci del tempo…

«Varese è l’unico capoluogo di provincia in Lombardia a non avere un vero teatro d’opera. I cittadini di Cremona possono assistere ogni anno a tre opere del circuito lirico dell’AsLiCo e così accade a Brescia, Pavia e Como. Perché i varesini non devono avere questa possibilità?»

Oltre l’Orchestra Canova?

«Quattro concerti con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano a giugno e tre concerti in Calabria a luglio, con l’Orchestra Sinfonica della Calabria. A Milano faremo Mozart e Haydn, in Calabria un programma tutto nordico, tra Grieg e Sibelius. Prima dell’estate, inoltre, dovrebbe uscire per l’etichetta Sony il CD beethoveniano che ho registrato a settembre con la pianista Gloria Campaner».