Emozioni e applausi: l’abbraccio di Varese alla scienziata Ilaria Capua

Una serata che ha offerto interrogativi e spunti di riflessione, ma soprattutto molte emozioni alle oltre 400 persone presenti in Sala Napoleonica di Ville Ponti per ascoltare (e vedere) la storia di Ilaria Capua, al centro di un grave caso giudiziario e mediatico.

L’incontro, organizzato dallo Studio Ambrosetti, si è aperto con la proiezione del docufilm prodotto da Sky “L’Anti-scienza”  che racconta come questa scienziata, virologa di fama internazionale, sia stata travolta da un falso scandalo che l’ha bollata come trafficante di virus, costringendola a stravolgere la propria vita per difendersi e per continure le sue ricerche. Seppure prosciolta, travolta da un feroce “tritacarne mediatico”, dopo un’inchiesta durata anni, Ilaria Capua ha lasciato l’Italia e oggi vive e lavora in Florida.

Ad accoglierla e salutarla alle Ville Ponti c’erano tante personalità di spicco della città, tra cui il prefetto Enrico Ricci, il sindaco Davide Galimberti e il questore Giovanni Pepè, e, come è nello stile di ogni evento organizzato da Alfredo Ambrosetti, esperti di fama hanno approfondito i temi introdotti dal docufilm sul caso di Ilaria Capua.

Coordinati dall’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, sono intervenuti l’economista Mario Monti, il magistrato Carlo Nordio, lo scienziato Silvio Garattini ed Elio Borgonovi professore di Economia e Management all’Università Bocconi di Milano. Tanti i temi affrontati, da quelli della giustizia alla crisi culturale alla base di una sfiducia verso la scienza (“il caso no-vax, ne è l’esempio più lampante”, ha detto Garattini) fino al rapporto tra politica, media e giustizia.

In conclusione è intervenuta la protagonista della serata: «Quello che è successo a me può succedere a tutti, a voi e ai vostri figli – ha detto Ilaria Capua – E’ per questo che chiedo una giustizia che sia non solo in grado di capire di cosa si sta parlando, perché non si possono prendere le cantonate terribili che sono state prese nell’inchiesta che mi ha coinvolto, ma anche una giustizia che sia in grado di autocorreggersi e, aggiungo, anche più umana, per chi è innocente ma anche per chi ha sbagliato». Uno sfogo che dura un attimo: Ilaria Capua vuole parlare di ciò che davvero le preme, la ricerca, la sua passione per la scienza, la voglia di coinvolgere nei suoi programmi interdisciplinari ed internazionali anche i giovani scienziati italiani “per prepararli alle sfide di domani”.

«Sono qui per questo – ha concluso – perché mi voglio impegnare, ma non lo posso fare da sola». Un appello che, da parte sua, Alfredo Ambrosetti ha già deciso di appoggiare «al mille per mille» e a cui i varesini in sala hanno risposto alzandosi tutti in piedi e tributando un lungo e caloroso applauso alla coraggiosa Ilaria Capua.