«Emerse gravi violazioni» Il Palaghiaccio non si fa più

La Prealpina - 15/11/2016

A testa bassa per cambiare definitivamente la destinazione del Palaghiaccio e farlo diventare un centro sportivo polifunzionale, mettendo al centro la ginnastica artistica. Non ha più dubbi l’amministrazione comunale che, pochi giorni fa, ha proceduto all’annullamento della determina di affidamento del cantiere di Beata Giuliana alla Vip Immobiliare di Gallarate, proclamando altresì alla decadenza della gara relativa alla concessione per terminare il campus e gestirlo.

Nel documento firmato dal dirigente del settore opere pubblicheRoberto Brugnoni si mettono in chiaro comportamenti del privato che «costituiscono grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede del Regolamento contratti». Fra le motivazioni che hanno portato alla decisione, l’elemento decisivo riguarda la fideiussione. Una garanzia assicurativa sui lavori da intraprendere per finire il Palaghiaccio che è risultata essere falsa.

Poco conta, da parte del Comune, che la stessa Vip abbia denunciato il broker che aveva rassicurato di aver fatto l’operazione, perché l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha già precisato che «appare del tutto irrilevante stabilire se la materiale contraffazione del documento sia stata posta in essere direttamente dal concorrente o da un terzo incaricato, poiché anche in tale evenienza l’impresa concorrente risponderebbe delle falsità rinvenute nella documentazione consegnata alla stazione appaltante». Tant’è che «la giurisprudenza ha ritenuto che la produzione della cauzione fideiussoria falsa costituisca di per sé causa di esclusione». Certo il municipio si è accordo dell’irregolarità solo alla fine di ottobre, quando la direzione commerciale dell’agenzia assicurativa a cui era intestato il documento aveva scritto al Comune per segnalare che la polizza fideiussoria collegata al bando per Beata Giuliana «non risultava nella banca dati, apparendo per la veste grafica usata, la numerazione e i contenuti palesemente contraffatta». E infatti già una settimana dopo la scoperta, «il sottoscritto dirigente trasmetteva alla procura querela contro ignoti e le persone che saranno ritenute responsabili». Oltretutto Palazzo Gilardoni specifica nello stesso provvedimento che la Vip Immobiliare non aveva evaso altre richieste: come la cauzione definitiva relativa alla fase di costruzione e la polizza di assicurazione per danni di esecuzione e responsabilità civile verso terzi e garanzia di manutenzione». Ma è il documento irregolare ad aver fatto crollare tutto l’ambizioso progetto di edilizia sportiva e commerciale affacciata sul Sempione. «La produzione di una cauzione falsa – ribadisce Brugnoni – equivale di fatto alla produzione di una cauzione inesistente, circostanza che costituisce causa di esclusione». Detto e fatto. Ora il privato potrebbe ricorrere se ritenesse di avere non solo ragione ma anche uno spiraglio per riprendere in mano il progetto. Altrimenti per la giunta poche storie: si cambia tutto.

Marco Linari