Elezioni per la Regione «Sì» alla nuova legge con doppia preferenza

 Ultimo consiglio regionale dell’anno, ma non delle legislatura (sono già in agenda alcune sedute nelle prime due settimane di gennaio), con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio e le modifiche alla legge elettorale lombarda per introdurre la doppia preferenza di genere. Non esattamente argomenti di secondo piano, votati dall’Aula al termine di una maratona cominciata martedì per concludersi ieri in prima serata.

La manovra finanziaria

Legge di stabilità e bilancio di previsione per il prossimo anno sono, questi sì, gli ultimi provvedimenti finanziari della legislatura. Sono stati licenziati a maggioranza: 41 sì contro 28 no. Per il 2018, il documento che programma la spesa di Palazzo Lombardia è fissato su una cifra di 23 miliardi e 712 milioni; 18 miliardi e 600 milioni vanno al servizio sanitario e 1 miliardo e 700 milioni alla spesa socio sanitaria. Tra le novità della manovra, oltre al collegato che abbatte i superticket, ci sono gli incentivi antismog, che prevedono l’esenzione del pagamento del bollo auto per tre anni, e un riconoscimento di un bonus di 90 euro per la rottamazione, per chi decide di rottamare veicoli Euro 0 e 1 a benzina, o diesel Euro 1,2,3; o per chi acquista veicoli Euro 5 e 6. Per la promozione dei siti Unesco (quattro sono nel Varesotto) sono stati stanziati 550 mila euro, mentre 1 milione è destinato alle opere di compensazione della ferrovia Mendrisio-Varese.

Doppia preferenza di genere

Per ottemperare alle normative nazionali in materie di quote rosa, il Consiglio regionale ha modificato la legge che regola le consultazioni politiche in Lombardia: 61 i voti a favore, 8 contrari, 1 astenuto. Dalla prossima volta (4 marzo?) non sarà più sufficiente esprimere una sola preferenza sulla scheda elettorale, ma ne serviranno due. Obbligatorio scegliere un candidato uomo e una candidata donna. Per favorire l’alternanza uomo/donna le liste su base provinciale aumentano il numero dei candidati da sette a otto, quattro uomini e quattro donne. Mentre i seggi disponibili per ogni lista rimarranno sette. Da sottolineare la presentazione di tre emendamenti, due bocciati l’altro ritirato. Il primo, condiviso dai gruppi di opposizione ma respinto dall’Aula, riguardava la possibilità di presentare liste con un numero ridotto di firme di accompagnamento. Il secondo, anch’esso bocciato, proponeva, su iniziativa dei 5 Stelle, l’eventuale convocazione di un turno di ballottaggio. Il terzo, presentato da Forza Italia, chiedeva l’autosospensione dei consiglieri nominati assessori per lasciare il posto in aula al primo dei non eletti. Il rischio che il governo potesse impugnare la nuova legge, dichiarandola incostituzionale nel caso fosse stato approvata tale modifica, ha suggerito di soprassedervi. Ma soltanto dopo un teso confronto tra i partiti.

Il lavoro di un anno

A margine della seduta di ieri, il presidente dell’assemblea, Raffaele Cattaneo, e i membri dell’ufficio di presidenza hanno convocato i giornalisti per illustrare il resoconto dell’attività svolta nel 2017. Al di là dell’aumento delle sedute, comprese quelle delle commissioni, e della produzione di leggi e provvedimenti, il bilancio scende per la prima volta sotto i 60 milioni di euro, continuando così nella politica del contenimento dei costi. Da segnalare la destinazione di 500 mila euro, frutto dei risparmi del consiglio, a favore di soggetti o enti che si occupano della distribuzione gratuita di pasti o altri generi di prima necessità a persone in difficoltà.

Arriva “Noi con l’Italia”

In consiglio regionale si forma il gruppo di Noi con l’Italia, che raccoglie gli ex di Alternativa popolare che hanno deciso di collocarsi a centrodestra alle elezioni del prossimo anno. A presentare il gruppo in un incontro con la stampa ieri al Pirellone sono stati quattro componenti: il coordinatore regionale Alessandro Colucci, il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, e i due assessori Luca Del Gobbo e Mauro Parolini. Obiettivo: proseguire nell’alleanza che sostiene il governatore Roberto Maroni. Il quale, per la cronaca, mercoledì sera ha postato su facebook uno spiazzante commento per nulla favorevole a Noi con l’Italia: «Imbarcare ex forzisti, leghisti espulsi e alfaniani pentiti? Ma dai. Largo ai giovani, che si battono per gli ideali e non per le poltrone». Soltanto una forzatura politica o che altro, questa di Maroni?