Edilizia – Bonus senza istruzioni

La Prealpina - 24/06/2020

Da un lato ci sono le persone che devono ristrutturare casa, cambiare serramenti, rifare l’impianto elettrico, mettere i condizionatori e che fremono per poter vedere la propria abitazione rimessa a nuovo senza tirare fuori un euro, con tutto pagato da parte dello Stato. Dall’altro ci sono le imprese, i costruttori ma soprattutto gli artigiani della casa, che sono consapevoli del fatto che a breve potranno aprire nuovi cantieri e firmare contratti. In mezzo c’è il super bonus 110% varato dal governo Conte che, sulla carta, promette di fare il botto. Per ora, però, solo promesse, perchè, a distanza di soli sette giorni dall’entrata in vigore ( è applicabile a lavori effettuati dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021) non ci sono ancora i
decreti attuativi, vale a dire quello che potrebbe essere definito il manuale di istruzioni per privati e imprese.
E non si pensi che si tratti di un dettaglio tecnico-legislativo. Perchè in
quelle pagine che devono ancora essere licenziate, sono descritte le modalità operative concui le agevolazioni previste dal governo potranno essere applicate.
È chiaro che l’impianto generale è ben noto da settimane, ma ci sono dei dettagli non indifferenti. Come funzionerà, ad esempio, il credito di imposta per le aziende? Potranno cederlo alle banche – questo si sa – ma gli istituti
di credito come procederanno con la cessionedi denaro alle imprese? I tempi, ad esempio,sono fondamentali. Gli imprenditori potranno
ricevere il denaro entro sessanta giorni? Perchè è vero che il superbonus potrà rilanciare il settore, ma è altrettanto vero che una azienda,
soprattutto di piccole dimensioni, non può vivere di solo
credito di imposta.
Poi ci sono i tempi di applicazione. Da più fronti era emersa la richiesta di poter prolungare la validità del bonus fino a fine 2022, per dare
più respiro ai cantieri e più ossigeno alle aziende. La richiesta, però, è ancora senza risposta. Elemento non da poco, se si pensa che ad oggi
tutte le imprese del settore, pur essendo subissate da telefonate di potenziali clienti, sono ferme, proprio per evitare di commettere errori che
causerebbero loro ulteriori difficoltà invece che una spinta per la ripartenza. La parola, dunque, passa all’agenzia delle Entrate: è il suo direttore che dovrebbe – si spera – nelle prossime ore – comunicare le
modalità e i limiti di applicazione tanto attesi.

«Perché sia utile ci vuole chiarezza»
Galli (Confartigianato) va all’attacco

  • «Una grande opportunità che non possiamo permetterci di trasformare in una corsa a ostacoli». Il presidente di Confartigianato Varese va diritto al punto: a sette giorni dalla piena operatività del super ecobonus 110% – introdotto dal Decreto Rilancio per sostenere il settore casa – il richiamo è alla chiarezza. «Attendiamo decreto attuativo e circolare illustrativa, vogliamo partire con il piede
    giusto, senza dubbi sull’applicazione di un incentivo di portata mai tanto rilevante e sul quale contiamo per dare ossigeno alle aziende del settore costruzioni e impiantistica».
  • Il riferimento di Davide Galli è ad almeno tre nodi ancora da sciogliere. Il primo è la destinazione degli incentivi: «Alberghi e seconde case finiranno per rientrare tra gli immobili oggetto dell’incentivo oppure no?» si domanda il presidente dell’associazione di viale Milano. E ancora: quali sono le regole per la cessione dei crediti? Quali gli
    accordi con le banche? Sarà prorogato dal 31 dicembre 2021 a fine 2022? «Domande alle quali chiediamo di dare una risposta rapida per non inficiare la portata del bonus»