Economia e disabili settemila al lavoro

Trovare lavoro in questo periodo è un’impresa per chiunque e, anche se le leggi tutelano e promuovono l’impiego di persone invalide nelle aziende, non è mai semplice far combaciare domanda e offerta. Nonostante le oggettive difficoltà di questa nicchia occupazionale, sono circa 7.000 i disabili che ogni giorno lavorano nel tessuto economico varesino.

Alcuni anche da anni e sono diventati colonne sul posto di lavoro, dando attuazione, visto che il tema costituzionale è particolarmente d’attualità, al primo articolo della nostra Carta che recita come l’Italia sia una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Ecco perché è particolarmente interessante l’iniziativa presenta ieri nella sede di Confapi Varese, dove, accanto ai numeri pesanti del lavoro disabile, che possono essere ulteriormente aumentati, è stato sottoscritto un accordo fra l’Associazione delle piccole e medie imprese e sette cooperative sociali operanti nell’ambito dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità psico-fisica.

Sostanzialmente la convenzione prevede l’istituzione dello “Sportello consulenza legge 68”, che sarà un punto informativo di orientamento per le aziende, affinché si possa favorire l’inserimento al lavoro delle persone disabili e valorizzare il lavoratore in un contesto cooperativo protetto, agevolando le imprese nell’ottemperanza agli obblighi di legge.

All’accordo che nella pratica si trasformerà innanzitutto in un colloquio di lavoro organizzato, previo appuntamento fissato il mercoledì dalle ore 14.30, nella sede di viale Milano, parteciperanno le seguenti cooperative: Arcisate solidale, Consorzio Ccs e la Ginestra di Busto Arsizio, Cooperativa il Quadrifoglio operante fra Luino e Saronno, il Giardino del sole di Venegono Superiore, la Corte coop di Varese, Solidarietà 90 di Laveno Mombello e Cuvio. «L’intenzione – ha affermato Piero Baggi, responsabile dell’area sindacale di Confapi – è di aiutare quei lavoratori disabili, che per la loro particolare invalidità, non si prestano a essere inseriti stabilmente in contesti aziendali legati al manifatturiero e ai servizi perché necessitano di un ambiente protetto e di un percorso seguito e tutorato passo dopo passo. Si tratta di persone con invalidità superiore all’80% o con problemi di natura psico-fisica intellettiva a cui si può trovare ugualmente un impiego attraverso la gestione di commesse ed esternalizzando servizi come pulizie, giardinaggio o assemblaggi di piccola natura. Al tempo stesso, grazie all’impiego di queste persone, le aziende possono sistemare il meccanismo delle coperture previste per legge nelle quote di lavoro per disabili» e in tal senso, anche Confapi, come ha puntualizzato Enrica Gaianidel settore commerciale-formazione «supporterà le imprese anche nella ricerca della figura ad hoc per il servizio che verrà appaltato».