Economia ad hoc per i confini Un sogno chiamato Zes

La Provincia Varese - 27/02/2017

Finita in qualche cassetto
del Parlamento italiano dove
giace dal 2014, torna di attualità
la proposta di creare una
Zes, ovvero una zona economica
speciale nei territori di
confine con la Svizzera; un tema
ovviamente di grande interesse
anche per il Nord del
Varesotto. A tornare alla carica
è il consigliere regionale
varesino di Forza Italia Luca
Marsico, che ha presentato
una mozione al Pirellone, che
impegna le amministrazioni
locali al fianco di Regione
Lombardia, con l’obiettivo di
sollecitare il governo sulla
questione.
«Segnale deciso»
«L’invito – spiega Marsico – è
che tutti i Comuni della provincia
di Varese possano al
più presto dare approvazione
alla mozione per l’individuazione
di una zona economica
speciale nei territori di confine
con la Svizzera, per dare
un segnale deciso alla Camera
dei Deputati dove la proposta
di legge al Parlamento giace
dal luglio del 2014». Data in
cui la proposta fu approvata
dal consiglio regionale lombardo,
che l’ha licenziata impegnando
sul tema Roma.
Se applicata, la Zes porterebbe
vantaggi nelle aree territoriali
della Lombardia confinanti
con la Svizzera, al fine
di creare condizioni favorevoli,
fiscali, finanziari e amministrativi,
favorendo in
questo modo l’insediamento
di aziende. Chi fa impresa nella
zona nord della provincia
di Varese sa quanto sia vantaggioso
il sistema fiscale e
burocratico elvetico e quanto
sia forte la concorrenza.
Voglia di promozione
«Insediare nelle Zes aziende
che svolgono attività di impresa
significa promuovere
lo sviluppo economico e l’occupazione»
afferma Marsico,
che aveva presentato un
emendamento, grazie al quale
i vantaggi della Zes si potessero
estendere fino all’aeroporto
di Malpensa.
Il problema è ovviamente
più sentito vicino al confine
elvetico; il Canton Ticino, da
anni, offre per chi vuole fare
impresa condizioni economiche
molto più vantaggiose di
quelle italiane sia in ordine
alla fiscalità sia in ordine alla
tempistica e ai costi di avvio
dell’attività. Condizioni che
rendono poco appetibile il nostro
territorio di confine verso
gli investitori. «Se, come mi
auguro, i Comuni daranno un
segnale forte a Roma, si potrà
pensare di dare applicazione
a un provvedimento necessario
e fondamentale per le province
di confine come Varese
– conclude il consigliere Marsico
– un lavoro in sinergia per
tutelare i nostri territori e dare
loro nuovo vigore»