Ecco il primo grappolo Brindisi al vino varesino

La Prealpina - 31/08/2017

Il brindisi più incoraggiante è sul lago Maggiore dove le vigne sono una presenza ormai radicata, ma è tutto il Varesotto a brindare per una vendemmia promettente. Sì, perché Bacco sorride al territorio, mentre altrove i produttori sono in sofferenza.

A raccontarlo è la Coldiretti provinciale che, in occasione del primo grappolo d’uva staccato dalle viti della provincia (ad Angera), prevede un incremento nella produzione del 15% rispetto alla scorsa annata. Una situazione in controtendenza se confrontata con l’andamento nazionale e regionale, dove si è registrato un calo produttivo del 20% circa. Grazie all’effetto mitigante dei laghi sia sui picchi di calore sia sulle gelate invernali e primaverili, insieme all’elevata professionalità dei viticoltori locali, tra i filari del Varesotto si registra una continua crescita.

«Quella della vigna – spiega il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori – è una coltivazione di nicchia ma di assoluta eccellenza per il nostro territorio. La produzione delle uve non ha numeri enormi, ma è capace di produrre vini pregiati, sia bianchi sia rossi, conquistandosi spazi importanti nell’ambito della ristorazione e sulle guide vinicole italiane. A testimoniarlo è il dodicesimo compleanno che ci prepariamo a festeggiare l’11 ottobre: giorno in cui nel 2005 il “Vino dei Ronchi Varesini” ha ottenuto la certificazione Igt».

I filari varesini – continua Coldiretti – affondano le loro radici nella storia del territorio: una storia che col tempo è andata persa e poi riscoperta, e che risale addirittura al Cinquecento. Le uve nate ai piedi del Sacro Monte, tra Angera e Tradate, hanno prodotto infatti i vini degustati dal cardinale Carlo Borromeo, e decantati nell’Ottocento dal poeta milanese Carlo Porta. Oggi, le varietà più coltivate in provincia sono le uve Chardonnay, le Bussanello, le Trebbiano Toscano, e la Malvasia aromatica di Candia tra le bianche, mentre tra quelle rosse si annoverano il Nebbiolo, la Croatina, la Nespolina, l’Uva Rara e il Merlot.

«Quest’anno – racconta Franco Berrini, titolare 75enne dell’azienda Cascina Piano di Angera, che da 14 anni produce vini – a causa del caldo e della siccità degli ultimi mesi saremo costretti ad anticipare la raccolta. I vigneti della mia azienda si estendono su una superficie di 3 ettari e prevediamo una resa di 210 quintali di uva, con cui produrremo tra bianchi, rossi, spumanti: ben 8 differenti tipologie di vini, tra cui un raro “muffato”, il Mott Carè, ottenuto con uve di Malvasia aromatica di Candia, che vengono coltivate sul lago a 250 metri di altezza sul livello del mare. Il microclima di quella particolare zona, che va da Angera a Ranco, infatti, è ideale per la crescita della Muffa nobile che si ottiene grazie a una raccolta tardiva dei frutti».

Sono 27 le aziende impegnate nella produzione dei vini sul territorio, di cui 7 con la denominazione Igt. Partendo dai 22 ettari a vigneto sino ad arrivare al consumo al dettaglio, la filiera vitivinicola provinciale offre lavoro – stima Coldiretti Varese – a circa 400 persone. Sul fronte dei consumi invece, spiega l’associazione degli agricoltori, sono quasi 5 milioni di persone che in tutta la Lombardia bevono vino, puntando sempre di più alla qualità, come testimonia il boom delle enoteche, arrivate a sfiorare quota mille, con un aumento di oltre il 30% negli ultimi sette anni. E Varese, nel campo della degustazione di questi nettari, si attesta come terza provincia in regione, dietro solamente a Brescia e Bergamo, grazie alle 99 enoteche presenti sul suo territorio.