Ecco i Comuni PaperoniGalliate sempre in testa

La Prealpina - 02/03/2017

I galliatesi ormai ci hanno fatto l’abitudine a essere ricchi a loro insaputa. Già, perché anche quest’anno la classifica dei Comuni Paperoni, relativa alle dichiarazioni dei redditi, elaborata dal Ministero delle Finanze, vede il piccolo centro della Valbossa primeggiare a livello provinciale con un dato medio, 33.141 euro pro capite, che poco si discosta da quello dell’anno scorso e che (anche se l’elaborazione a livello nazionale deve essere ancor fatta) lo piazzerebbe quasi certamente tra i primi venti in tutta Italia. Gli altri due gradini del podio sono occupati da Luvinate (33.353 euro), al secondo posto, mentre per il terzo paese più ricco del Varesotto, occorre tornare di nuovo in Valbossa e più precisamente a Bodio Lomnago (29.721 euro).

Se si guarda lo storico di queste statistiche c’è davvero poco da stupirsi, poiché Galliate è ormai da tempo in vetta a questa curiosa classifica, che viene stilata sulla basa delle denunce dei redditi, in questo caso riferita all’anno 2015 e che è stata fatta nel 2016. Anche se qualche anno fa la sua posizione provinciale e nazionale strabiliò tutti. E il segreto di quella “straordinaria” performance fu presto svelato: erano gli anni in cui Ronaldinho indossava la casacca del Milan e aveva scelto come residenza sua e di tutti i familiari proprio la villa galliatese, che fu di proprietà di Ugo Tognazzi prima e della famiglia Sogliano successivamente. Sempre in ambito calcistico anche Lele Ambrosetti ha vissuto a Galliate Lombardo. Ma in passato non fu solo il vip calciatore brasiliano ad alzare i parametri del reddito medio galliatese. Oltre a Tognazzi che però faceva del paese uno dei suoi “buen retiro”, tra i concittadini illustri, i galliatesi possono anche annoverare lo storico e accademico Mario Apollonio, alla cui memoria venne intitolato anche il Teatro di Varese, l’architetto Franca Helg, recentemente commemorata con una targa a lei dedicata e che tra i suoi tanti lavori di livello nazionale, scrisse anche il primo piano regolatore del paese, e Vittorio Missoni. Questa volta però pare che non vi sia alcun personaggio pubblico famoso e dall’ingaggio esorbitante a ritoccare verso l’alto la ricchezza media del paese. E se da un lato notizie di questo genere regalano al paese la ribalta della cronaca e un po’ di notorietà, dall’altro infastidiscono parecchio chi ci abita e sa con esattezza che Galliate non è il paese dei Paperon de Paperoni. Semmai, come si vocifera tra i galliatesi, di qualche compaesano molto bravo come imprenditore e ligio come contribuente. Sta di fatto che la storia del reddito medio, che esce puntuale ogni anno a seguito dei dati pubblicati dal Ministero delle Finanze, ha sempre fatto storcere il naso ai vari sindaci, i quali, sia Carlo Tibiletti prima sia Barbara Macchi poi, hanno sempre sostenuto che quella della ricchezza media è una classifica “strabica”, ben lontana dalla realtà, poiché a fronte di pochissimi contribuenti “pesanti” vi sono anche molti pensionati e cittadini con stipendi normali. Insomma, a Galliate si vive bene, in mezzo al verde e in ville e villette signorili ed eleganti, ma da qui a parlare di forzieri stracolmi ce ne passa davvero tanta.