Ecco come verrà speso il tesoretto dei villeggianti

Ecco in che cosa sarà investito il tesoretto. La tassa di soggiorno comporterà investimenti in più settori. Certo il turismo. La parola turismo ha però tante sfumature, si declina in vari ambiti, viene trainato da molti interessi. Ed ecco quindi che spuntano due elementi, dalla giunta che avrebbe dovuto varare l’imposta e che invece ne discuterà di nuovo domani (non un rinvio ma un semplice slittamento tecnico collegato a una riunione dei revisori dei conti).

Gli introiti della tassa saranno infatti investiti «in più ambiti, dallo sport alla cultura, dal volontariato ai quartieri», dice il sindaco Davide Galimberti. E questi sono solo alcuni dei settori di investimento della tassa di soggiorno che entrerà in vigore in gennaio. Si parla di ambiente, cioè di verde pubblico che traina il turismo (Nature urbane ha insegnato) e si parla di riqualificazione dei rioni, perché Varese è città di castellanze e la loro bellezza è un altro elemento fondante per valorizzare il turismo.

Sono svariati i fronti, cioè gli assessorati, che hanno proposto di investire parte delle risorse del provvedimento varato nell’ultimo consiglio comunale ma che, sul fronte tariffe e regolamento, deve ancora essere limato. E votato. «Il gettito preventivato è di circa 550-600mila euro», dice l’assessore alle Risorse Cristina Buzzetti. Domani si dovrebbe tirare le fila dell’imposta di soggiorno. L’assessore Buzzetti spiegherà le caratteristiche del bilancio preventivo 2018 ai colleghi della giunta. A quel punto, il giorno successivo, cioè venerdì, è stato fissato l’incontro con le associazioni di categoria. «Alle quali spiegheremo i dettagli del progetto, le tariffe e il regolamento e alle quali sottoporremo anche la nostra proposta di destinazione dei fondi».

Nei giorni scorsi, la richiesta di destinare «almeno l’80 per cento ad azioni direttamente collegate alla promozione turistica», sottoscritta dai presidenti della Camera di Commercio e del Consorzio turistico della provincia di Varese (e condiviso da Uniascom, Federalberghi e Associazione Bed&Breakfast).

Finché non saranno definitive le cifre della tassa, la forbice possibile sarà notevole. L’ipotesi più probabile è che verrà applicata la maggiorazione di un euro per tutte le tipologie di alloggi fino agli alberghi a tre stelle, per i quali potrebbe essere applicata una maggiorazione di un 1,50 euro per ogni notte trascorsa in città, cifra che sale 2,50 euro per gli hotel a 4 stelle (i 5 stelle a Varese non esistono). L’ipotesi però di una forbice più ampia, visto che in teoria la tassa può andare dai 50 centesimi a un massimo di 4 euro, è stato uno dei motivi del voto contrario in consiglio comunale al provvedimento, oltre al fatto che «la non applicazione in altri comuni vicini porterà i turisti a scegliere altre destinazioni, per risparmiare». Questa in sintesi la critica al provvedimento che si è tradotta nel voto contrario dei consiglieri leghisti Fabio Binelli, Marco Pinti Carlo Piatti, dei forzisti Simone Longhini e Carlotota Calemme e di Gaetano Iannini di Alterativa costruttiva. Ora, l’ultima parola sulle tariffe spetta alla giunta.