«Ecco 180 milioni: si arriva a Gallarate»

treno non fa in tempo ad arrivare per la prima volta alla nuova stazione del T2 che è già pronto per partire verso Gallarate. Non subito ieri, giorno inaugurale del collegamento tra i due terminal di Malpensa; non oggi, che siamo alle battute conclusive del progetto preliminare da presentare in gennaio; ma domani, nel 2019, cioè alla fine del triennio preventivato per mettere i binari fino alla linea del Sempione. Perché ora è ufficiale che anche l’ultimo tratto ferroviario di 4 chilometri e 600 metri sarà realizzato. Lo annuncia il governatore Roberto Maroni, sgomberando il campo dai dubbi sollevati da più parti sull’opera: «Si farà. I soldi ci sono. Abbiamo messo a disposizione 180 milioni di euro nel Patto per la Lombardia che ho firmato 10 giorni fa con il presidente del Consiglio e che è passato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr). Ciò ci dà garanzie. E vorrei che si facesse in tempi altrettanto rapidi come quelli serviti per questo collegamento». Quanto tempo? Pure su tale aspetto il presidente regionale è talmente certo da concedersi una battuta a compendio: «Al massimo in tre anni. Vorrà dire, allora, che dovrò ricandidarmi e rivincere per tagliare anche questo nastro».

Intanto si celebrano alla grande i 3 chilometri e 600 metri di ferrovia che uniscono il T1 al T2. Il Malpensa Express alle 11.30, scaricati i passeggeri qualche metro prima, percorre a passo d’uomo l’ultimo segmento per entrare nella stazione del terminal dedicato a easyJet e taglia con il muso della locomotiva l’enorme nastro tricolore teso tra le due banchine. Mentre sbuffa il vapore artificiale sparato dall’apposita macchina, risuona a tutto volume l’azzeccata “Take the a traine” di Duke Ellingtonnella versione della Bbc Big Band Orchestra, piovono coriandoli verde-bianco-rossi stile finale dei Mondiali, esplodono i flash dei fotografi, la speaker Olivia Tassara dà il ritmo alla cerimonia. E soprattutto, qualcuno dotato di cappellino rosso da capostazione e fischietto, con lo stesso Maroni, Pietro Modiano (presidente di Sea), Marco Granelli (assessore alla Mobilità del Comune di Milano), Andrea Gibelli (presidente di Ferrovie Nord Milano), Cinzia Farisé (amministratore delegato di Trenord) e Frances Ouseley (direttore Italia di easyJet), che danno insieme il via alla scintillante inaugurazione.

Paradossalmente tocca al treno uno degli eventi più roboanti degli ultimi anni nel regno degli aerei. Del resto, questa manciata di chilometri di rotaie apre una nuova epoca e inorgoglisce tutti gli attori. Come emerge al momento dei discorsi nel luminoso atrio sotterraneo della stazione.

Comincia il padrone di casa, Modiano: «Sono fortunato. I miei tre anni da presidente sono stati un periodo più fortunato rispetto al precedente costellato di problemi gravi. Non dico che oggi si chiude un circolo ventennale, ma credo che questo collegamento fosse l’anello mancante. Io, prima, da cittadino milanese come altri cittadini milanesi avevo un rapporto conflittuale con Malpensa. Ma adesso anche i milanesi devono rendersi conto che questo aeroporto, diventato d’eccellenza, è il più collegato del mondo. Grazie quindi a tutti i lavoratori che hanno realizzato quest’opera». Prosegue Granelli: «Ora il Terminal 2 è raggiungibile più velocemente. È importante per Milano, i milanesi e chi vuole interagire con la città». Sottolinea Gibelli: «La nostra scommessa è l’integrazione dei trasporti. La ferrovia tra i due terminal è stata realizzata in tempi record, nonostante il cantiere si sia imbattuto in residuati bellici e reperti archeologici. Ma c’è stata collaborazione tra gli enti coinvolti, anche con la Soprintendenza. È un’opera che si commenta da sola. È nata dalla capacità di fare sistema». Lancia la sfida Farisé: «Malpensa è ancora più express per i nostri clienti abituali e per quelli potenziali. Puntiamo ai 7 milioni di passeggeri all’anno di easyJet, con la quale abbiamo stretto accordi». Sorride Ouseley: «Questo è un bell’esempio d’Italia. Questo è il nostro aeroporto».

L’ultima parola tocca al governatore. Maroni innanzitutto si toglie un sassolino dalla scarpa: «Malpensa è tornata al suo ruolo centrale. È uno scalo strategico sul quale abbiamo deciso di investire. È stato anche inserito dagli Usa tra gli undici al mondo beneficiati dai controlli pre clearance. Nonostante fosse stato messo in discussione anni fa da alcune compagnie». Una su tutte, Alitalia. Dopodiché ufficializza il proseguimento della ferrovia: «Si farà. Noi crediamo nell’aeroporto e nel trasporto su ferro».

Si può dunque stappare la magnum di champagne celebrativo e infatti viene stappata. Con lo sguardo rivolto verso Gallarate.