EasyJet vuole Alitalia: siamo la soluzione giusta

EasyJet non si accontenta di avere in Italia, ovvero al T2 di Malpensa, la sua più importante base continentale. EasyJet vuole Alitalia.

Esattamente come Lufthansa, la low cost britannica è interessata ad acquisire la parte volo dell’ex compagnia di bandiera ed è pronta a far coppia con Air France per presentare una proposta d’acquisto che sia vincente rispetto ai concorrenti tedeschi.

L’acquisizione di Alitalia, oggi in mano ai tre commissari straordinari dopo il disimpegno di Etihad, è una complicata partita a scacchi dove nessuno o quasi parla. Non fanno eccezione i vertici di easyJet che cercano di evitare commenti ufficiali. «Su questa vicenda si specula tanto in un modo estremamente creativo per cui non siamo in grado di commentare le speculazioni dei media», si è limitata a dire il direttore per l’Italia, Frances Ouseley, aggiungendo però che la soluzione pronta a mettere in atto «soddisferebbe completamente le esigenze che ci hanno espresso i commissari». E ancora: «La nostra compagnia è specializzata sulle operazioni di breve e medio raggio e il problema vero di Alitalia sono proprio le perdite di breve e medio raggio. La nostra soluzione risolve dunque le problematiche di business di Alitalia».

Ouseley si è sbottonata rispondendo a una domanda durante la conference call in cui sono stati illustrati i conti del primo trimestre fiscale della compagnia d’Oltremanica. E sono numeri ancora una volta in crescita: easyJet archivia infatti il periodo ottobre-dicembre 2017 con ricavi in rialzo del 14,4 per cento a 1,14 miliardi di sterline, in linea con le stime degli analisti. Anche i passeggeri sono aumentati, in percentuale dell’8 per cento (del 7 soltanto in Italia), a 18,8 milioni. «Abbiamo iniziato l’anno finanziario molto bene, con una significativa crescita dei ricavi, in parte sostenuti da un aumento dei passeggeri», ha commentato l’amministratore delegato della compagnia, Johan Lundgren. «Il mio obiettivo è fare sempre meglio. Abbiamo una crescita solida dei ricavi, un forte controllo dei costi e un bilancio forte».