EasyJet fa i conti con la Brexit

La Prealpina - 09/06/2017

Nuove assunzioni e tre nuovi certificati di operatore aereo per continuare a volare senza limitazioni in Europa nonostante la Brexit. Si avvia verso un maxi-piano di riorganizzazione interna easyJet, compagnia low cost che tenne in piedi Malpensa dieci anni fa – ai tempi del dehubbing – e che tuttora rappresenta di gran lunga la prima compagnia per destinazioni servite (circa 60) e passeggeri trasportati (oltre 7 milioni ogni anno).

Il vettore orange sta già pagando un conto salatissimo per la sempre più prossima uscita dall’Ue della Gran Bretagna. Ha infatti chiuso il primo trimestre 2017 con una perdita di 212 milioni di sterline, in aumento rispetto al rosso di 21 milioni dello stesso periodo di un anno fa. A pesare lo slittamento del ponte pasquale nel secondo trimestre (45 milioni) ma soprattutto l’effetto negativo della mini-sterlina, stimato secondo la compagnia in 82 milioni di sterline. Al netto di queste voci, la perdita sarebbe comunque stata pari a 85 milioni di sterline. Ma non è un dato che preoccupa i vertici, dato che i numeri negativi nel periodo invernale sono praticamente una costante nei bilanci aziendali, esattamente come la ripresa in estate che consente di chiudere in utile l’anno. Lo dimostra il consuntivo dell’ultimo bilancio di esercizio (2016-’17) che ha portato in casa easyJet utili per 372 milioni di sterline, ricavi a più 3,2 per cento e passeggeri in aumento del 9 per cento sull’esercizio precedente. E le stime per la stagione in corso sono positive. Tant’è vero che easyJet non smette di investire: il primo giugno è partita una massiccia campagna di reclutamento per l’assunzione di 450 nuovi piloti che si andranno ad aggiungere ai 3mila attualmente in organico.

Del resto il traffico low cost continua a crescere (in Italia ormai un passeggero su due vola con compagnie a basso costo), così come dimostra non soltanto easyJet ma anche la sua più acerrima concorrente, la irlandese Ryanair, sbarcata a Malpensa soltanto un anno e mezzo fa ma già diventata la seconda per volumi di traffico. In Europa è invece la dominatrice incontrastata con 119 milioni di passeggeri trasportati all’anno su oltre 1.800 voli giornalieri da 85 basi, collegando oltre 200 destinazioni in 33 Paesi. I numeri di maggio confermano il trend di crescita: il traffico passeggeri è aumentato dell’11 per cento per un totale di 11,8 milioni di clienti, il load factor (l’indice di riempimento voli) è cresciuto di un punto percentuale, raggiungendo il 95 per cento, e il traffico annuo fino a maggio è aumentato del 13 per cento, stimando così di arrivare a dicembre raggiungendo i 122,5 milioni di clienti.