EasyJet, 1800 assunti al decollo in cabina

La Prealpina - 12/12/2018

Nel cervello di easyJet a Luton: un quartier generale che controlla le operazioni dei 317 aerei della flotta dalla livrea arancione e una Academy che solo quest’anno ha già visto transitare ben 1800 dipendenti da far salire sugli aerei come personale di cabina.

Nell’incertezza di come andrà la Brexit, la compagnia aerea britannica ha già reimmatricolato in Austria quasi la metà (129 su 290) degli aerei che erano registrati nel Regno Unito. La flotta di 317 aeromobili viene monitorata in tempo reale nell’Operations Control Center (OCC), che si trova nel quartiergenerale di easyJet a Luton, il terzo aeroporto della capitale londinese. È qui il centro nevralgico di una macchina che fa volare mezza Europa. Un grande open space in cui ogni aereo viene seguito istante dopo istante sugli schermi verticali delle postazioni degli addetti al controllo delle operazioni. Una scacchiera che segnala ritardi e velivoli in manutenzione, e permette di affrontare i problemi tempestivamente, contando che nel picco estivo ogni aeromobile compie dai sei agli otto voli al giorno. L’Italia – con Malpensa che dopo Londra Gatwick e Berlino Tegel è la terza principale base europea della compagnia – fa parte del quinto e ultimo blocco in cui il lavoro viene suddiviso, insieme al Portogallo: una squadra di quattro persone tiene sott’occhio il live update di ogni volo, in costante contatto con i piloti e il personale di cabina. L’obiettivo è tenere alte le percentuali di puntualità, che compaiono, sempre in real time, sul grande maxischermo appeso alla parete dell’ufficio, rimediando agli imprevisti e azzerando i ritardi sopra le tre ore, che sono quelli che comportano i risarcimenti ai passeggeri. Nella “war room” tutte le mattine alle sette e mezza c’è il meeting in cui si analizza quel che è successo il giorno prima, per poter sempre essere sul pezzo.