E Varese prenota la casa che non inquina

La Prealpina - 23/02/2017

orbert Lantschner è stato fra i pionieri italiani della sostenibilità edilizia. Altoatesino della Val Pusteria, anche per formazione culturale, ha speso una vita intera a favore della promozione del risparmio energetico negli edifici. Ieri ha portato il suo sapere nel Varesotto a un incontro organizzato a Ville Ponti da Ance e dagli ordini e dai collegi professionali. «In Italia in questo comparto – ha detto a una platea di un centinaio di operatori del settore – siamo in una posizione critica rispetto ad altri Paesi. Addirittura in Germania si sono posti l’obiettivo, entro il 2050, di ridurre del novanta per cento il fabbisogno energetico delle case. Da noi invece, nonostante ci sia il know-how, le tecnologie e i materiali da almeno un paio di decenni, ci sono diversi ostacoli al decollo definitivo. Non si tratta soltanto di migliorare la singola abitazione, ma di un progresso come nazione per rimanere competitivi con gli altri Paesi». Si pensi ai vantaggi di un efficientamento dei dodici milioni di immobili della penisola realizzati prima della prima legge sul risparmio energetico del 1976: «L’idea è di minimizzare i costi e le emissioni – ha aggiunto Lantschner – e massimizzare le prestazioni». Insomma, stare al caldo, ma non contribuire a provocare la cappa di smog che, ogni anno, avvelena la Lombardia e la pianura padana. E, in più, risparmiare. Tanto. «Certo – ha aggiunto ancora l’esperto – su una spesa iniziale di circa 100mila euro servono dai cinque agli otto anni per ammortizzare l’investimento però, dopo questo periodo, i vantaggi sono enormi, anche perché il timore è che i prezzi dell’energia tornino presto a gonfiarsi». Soddisfatto della qualità e dell’adesione all’evento Juri Franzosi, direttore di Ance Varese, che ha coordinato l’incontro: «L’obiettivo di questo appuntamento – ha detto – è aiutare le imprese a comprendere le potenzialità del cambiamento e delle trasformazioni in atto. Ma soprattutto spingere da un punto di vista culturale perché, indipendentemente dalle opportunità economiche, qui in gioco c’è il nostro futuro».