E per chi lavora in Svizzera da venerdì c’è uno sportello dedicato

PORTO CERESIO – Da venerdì i frontalieri potranno rivolgersi a un nuovo sportello a loro dedicato, a Porto Ceresio, dalla UIL, il sindacato dei cittadini, e la UIl frontalieri, Unione italiana lavoratori frontalieri, in collaborazione con il Comune. L’inaugurazione si terrà il 1° febbraio, alle ore 15, nei locali della biblioteca comunale, al primo piano della palazzina polifunzionale di piazzale Luraschi. Si tratta di un servizio gratuito, per tutti i cittadini frontalieri, che sarà disponibile ogni venerdì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30. Lo sportello offrirà assistenza sindacale, per cui vi si potrà rivolgere per avere informazioni su qualsiasi problematica, tra cui pensioni estere, riscossione Secondo pilastro, ritiro tassa alla fonte, monitoraggio fiscale. La UIL sarà presente, per i familiari dei frontalieri, anche per offrire assistenza alle questioni burocratiche di parte italiana, come pensioni, controllo contributi, invalidità, assegni familiari, 730, Unico, Red e così via. I recapiti del nuovo sportello saranno 0332 830014, oppure 340 9984138 e enniodibacco@virgi – lio.it. «I lavoratori frontalieri a Porto sono quasi 700 su 3000 abitanti – esordisce il sindaco Jenny Santi – e rappresentano una percentuale molto alta rispetto alla popolazione, quindi, anche per questo, la nostra amministrazione s’è sempre distinta per l’impegno nell’affrontare tutte le tematiche riguardanti questa categoria di lavoratori». Un cruccio, per Porto Ceresio ma anche per tutti i Comuni che, da Valganna e Valmarchirolo e Valceresio s’approssima – no al confine, resta il nuovo accordo tra Italia e Svizzera rimasto in stand by dal 2016. «L’8 gennaio scorso, insieme ad altri Comuni dell’Autorità di Bacino, abbiamo incontrato, a Campione d’Italia, il nuovo console generale d’Italia in Svizzera, Mauro Massoni – prosegue il sindaco portoceresino – e abbiamo chiesto che portasse al ministro degli Esteri italiano, che da lì a pochi giorni avrebbe incontrato il suo omologo svizzero, tutta la nostra preoccupazione che il nuovo accordo, evocato nel 2016, possa trovare concreta attuazione». La posizione dei Comuni di confine è trasversalmente identica, indipendentemente dai colori di partito. «Questo accordo non comporterebbe sufficienti garanzie a tutela degli stipendi dei frontalieri e dei ristorni ai Comuni di residenza – specifica Jenny Santi -. Tutti i Comuni di frontiera chiedono il mantenimento dell’accordo del 1974». Sabrina Narezzi