È l’anno zero per il turismo a Varese Ce la faremo?

La Provincia Varese - 01/03/2017

Le osservazioni arrivate a Varese&Natura, il Pgt della cultura e del turismo, saranno oggetto di una presentazione pubblica questa sera, alle 20.45, in sala Montanari. Il tema sarà trattato, oggi, anche in Commissione 5, alle 18, in sala Giunta a Palazzo Estense, con l’audizione dell’assessore Roberto Cecchi che spiegherà le linee generali di indirizzo del piano per il rilancio turistico della città di Varese. Il “Pgt della cultura e del turismo” è un piano molto articolato, nel quale ci sono diverse azioni per valorizzare Sacro Monte e Campo dei Fiori. In primo luogo, «una riprogettazione della modalità di fruizione della montagna, rispettandone e valorizzandone la funzione religiosa». «Risulta necessario allargare e progettare una nuova fruizione pubblica, ampliando la sua prospettiva a luogo della vita culturale, educativa, creativa e ricreativa della città e, quindi, esaltandone le potenzialità religiose, culturali e turistiche (ed economiche connesse) – specifica Cecchi – Per farlo è necessario rivedere tutti gli interventi e le scelte infrastrutturali (accessibilità e posteggi) alla luce di una riconfigurazione e valorizzazione che prevede di intensificare le corse dei bus del Tpl dal centro città in prossimità dell’arrivo della funicolare per il Sacro Monte soprattutto nel fine settimana (con corse ogni 20 minuti), nonché lo studio e la realizzazione di un parcheggio in prossimità della stazione di partenza delle funicolare e l’implementazione del trasporto pubblico con mezzi elettrici tra Sacro Monte e Campo dei Fiori». Altre azioni sono: «la riqualificazione dell’asilo esistente di proprietà della Parrocchia del Sacro Monte da adibire a casa del Pellegrino e l’avvio dello studio con tutte le competenti autorità per la realizzazione dell’illuminazione del viale delle cappelle». Per rendere la montagna un luogo vivo, inoltre, servono «iniziative artistiche, musicali e teatrali coinvolgendo i musei Pogliaghi e Baroffio»; «la presentazione e la divulgazione della conoscenza del borgo nei circuiti del turismo nazionale e internazionale»; «l’istituzione di un festival permanente del Sacro Monte attraverso i fondi stanziati dalla legge di stabilità»; «l’organizzazione al Sacro Monte, nei periodi Natalizi e Pasquali, di mercatini di prodotti del varesotto da promuovere in tutto il Paese»; «il recupero di vecchi sentieri di montagna e di itinerari turistici dal lago al Campo dei Fiori»; «il coinvolgimento dell’osservatorio, dell’università di biologia e delle associazioni ambientali per recuperare l’ex Grand Hotel»; «il potenziamento dell’attività di divulgazione delle specificità del luogo».

 

Fateci sognare una Varese più concreta

 

Dando sempre spazio
alla discussione e alle diverse
posizioni, regola del buon giornalismo,
l’appello che lanciamo
agli amministratori è uno
solo: fateci sognare. Vogliamo
vedere un libro dei sogni, definizione
quest’ultima che è
sempre stata sarcastica e denigratoria
e viene utilizzata in
politica per descrivere un programma
considerato irrealizzabile.
Eppure, è denigrante
usare in senso negativo la parola
sogno. Perché sognare
qualcosa, desiderare di raggiungere
un obiettivo, è quello
che sta alla base della nostra
vita, che ci dà forza. Che ci fa
continuare a lottare anche nelle
difficoltà. Varese è una città
di rara bellezza. Ha una potenzialità
enorme, ma sfruttata
pochissimo. Vogliamo iniziare
a portare Varese in cima al
mondo? Al sindaco e all’assessore
chiediamo un vero “libro
dei sogni”. Ma in senso positivo.
Progetti di crescita che diano
un futuro alle nuove generazioni.
Ma questa volta sul serio.
Perché siamo in una fase
storica in cui si ha ancora la forza
di sognare. Ma se i sogni verranno
traditi, forse sarà stata
l’ultima occasione per riavvicinare
le persone alla cosa pubblica.
Fateci sognare.