E adesso per la Lu-Ve suona la campanella

La Prealpina - 22/06/2017

«Di sicuro, ci hanno assegnato una posizione invidiabile. D’ora in avanti, chiunque voglia cercare Lu-Ve tra le società quotate in Borsa, troverà il nostro titolo tra Leonardo e Luxottica. Sarà impossibile non notarci, che ne dite?». Ieri, di primo mattino, nel corso della cerimonia ufficiale di quotazione che ha sancito il passaggio della “multinazionale tascabile” di Uboldo, tra i principali produttori al mondo di scambiatori di calore per il mercato della refrigerazione, del condizionamento e del raffreddamento dei processi industriali, dal segmento di Borsa Italiana dedicato alle Pmi ad alto potenziale al listino principale Mta, il presidente di Lu-Ve, Iginio Liberali, ha trovato modo di scherzare. È stato proprio lui a suonare la campana che ha dato il via all’avventura nella “Serie A” della principale piazza finanziaria del Paese. «Quello di oggi è un punto di partenza. Lu-Ve ha compiuto 30 anni (è nata nel 1985, ndr), e si è quotata due anni fa. La Borsa ci ha dato reputazione, visibilità, credibilità e rispettabilità», ha tenuto a sottolineare Liberali senior, ricordando come lo sbarco a Piazza Affari della società della provincia di Varese (la seconda a debuttare in Borsa dopo Openjobmetis) è avvenuto un paio di anni fa – a un prezzo di 10 euro, che si confronta con i 13,70 euro di ieri prima del debutto – a seguito alla fusione con la Spac Industrial Stars of Italy. «Oggi è il completamento di un percorso e l’inizio di uno nuovo. I nostri obiettivi sono crescita, una progressiva internazionalizzazione e l’apertura a nuovi mercati. Abbiamo ancora tanta strada da fare e tante idee», gli ha fatto eco il figlio Matteo Liberali, l’amministratore delegato del gruppo, parlando a margine della cerimonia. Dopo l’acquisizione nel settembre scorso dell’indiana Spirotech Heat Exchangers Private Limited, attiva anch’essa nella produzione e commercializzazione di scambiatori di calore, Lu-Ve vuole continuare a crescere tramite nuove acquisizioni.

«Le aree di potenziale acquisizione a cui guardiamo sono l’Estremo Oriente e il mercato americano», ha puntualizzato Liberali junior, specificando però che «entro l’anno comunque non è prevista alcuna acquisizione». Per la cronaca, Lu-Ve ha chiuso il 2016 con un utile netto di esercizio aggregato di 18,4 milioni di euro, in crescita del 68,5% dai 9,6 milioni del 2015 a perimetro costante, un fatturato a 251,3 milioni (212,3 milioni nel 2015; +18,4%) e un Ebitda (margine operativo lordo, ndr) a 33 milioni (26,2 milioni nel 2015, +17,3% a perimetro costante).