Duello sull’aeroporto «Incontro pubblico»

n sabato sera alternativo quello di Giorgio Ginelli (Noi con l’Italia) e Gianluigi Paragone (Movimento 5 Stelle), trascorso attaccati a Twitter a litigare su Malpensa e il suo futuro. Non si placa il dibattito nato una settimana fa dalle dichiarazioni antimalpensiste del candidato grillino al Senato che aveva definito lo scalo varesino «un aeroporto nato da un capriccio della politica secondo un modello industriale sbagliato, rimasto in piedi soltanto grazie alle low cost». Parole che, dopo l’indignazione del candidato governatore Attilio Fontana (Lega) e dell’associazione Aeroporti lombardi, scatenano anche il sindaco di Jerago con Orago Giorgio Ginelli, in corsa per un posto in consiglio regionale. Il centrista sfida pubblicamente Paragone a un incontro faccia a faccia sull’aeroporto, un confronto che tocchi i temi del lavoro, dell’ambiente, delle infrastrutture.

«Basta slogan di pancia, per rispetto dei 120mila occupati di Malpensa tra diretti e indiretti, che non sono un capriccio», scriveva Ginelli su Twitter ottenendo l’immediata replica di Paragone: «Slogan di pancia ditelo ai lavoratori sottopagati». Secondo il primo cittadino di Jerago, sono reali i problemi denunciati da Paragone e legati ad alcuni settori che gravitano attorno all’attività aeroportuale, «ma vanno affrontati con serietà». E non sono nemmeno gli unici. «Attraverso un nuovo Piano d’area la Regione deve tornare a essere protagonista della pianificazione urbanistica per uno sviluppo dell’aeroporto compatibile con l’ambiente e le popolazione circostanti». Per quanto riguarda il collegamento ferroviario T2-Gallarate, Ginelli chiede che venga sottoposto al débat public (esattamente come avviene in Francia per le grandi opere), mentre sull’adesione dei nove Comuni dell’intorno aeroportuale alla Città metropolitana di Milano, da ex vicepresidente della provincia di Varese si dice contrario: «Il nostro aeroporto deve rimanere patrimonio del territorio e non vincolato a una città metropolitana distante dalla nostra realtà».