Due milioni di euro per il lago Ceresio Il risanamento parte dalle fognature

Le ultime segnalazioni sono dei giorni scorsi: sversamenti di fogna arrivati da chissà dove e una puzza nauseabonda che, nell’ultimo fine settimana, ha rovinato l’olfatto della passeggiata a lago di Porto Ceresio. Ma sono anni che il bacino italiano del Lago Ceresio presenta una situazione di degrado della qualità delle acque, connessa a comportamenti fuorilegge e all’apporto di sostanze nutrienti proveniente in larga misura dalle reti di fognatura dei centri abitati rivieraschi e limitrofi al lago. Per far tornare l’acqua limpida e pulita, ieri a Villa Recalcati è stato presentato il progetto Interreg A.C.Qu.A. Ceresio che, fra il 2019 e il 2021, avrà a disposizione 2 milioni di euro e 240.000 franchi svizzeri (215.000 euro) per le azioni di miglioramento, con lo scopo di completare il recupero delle acque del Lago Ceresio. «Il progetto – ha spiegato Paolo Sartorio, consigliere di Ato – ha già avviato una ricognizione dello stato di fatto delle reti dei Comuni rivieraschi varesini, oltre a quelli di Cuasso al Monte, Besano, Bisuschio e Viggiù, individuandone le criticità». Vale a dire di un territorio che, attraverso il Rio Bolletta, porta acqua malsana, ricca di “nutrienti” che peggiorano lo stato delle acque.

Nel prossimo triennio si interverrà, con i soldi di questo progetto, che andranno a sommarsi con quelli del Patto per la Lombardia. Il tutto avrà conseguenze positive, sia sulla fruizione da parte delle popolazioni locali italiane e svizzere, sia sull’immagine del territorio e sull’attrattività turistica.

In particolare il nuovo progetto italo-svizzero, permetterà di finanziare le ricognizioni, la redazione dei progetti e l’esecuzione degli interventi previsti: «La partecipazione a questo progetto – ha detto Beatrice Bova, amministratore delegato di Alfa srl – ci permetterà inoltre di conoscere le reti fognarie e il loro funzionamento in territori che gestiremo a breve». E ancora: il progetto prevede una campagna di monitoraggio delle acque, prima e dopo gli interventi, in particolare in uno dei luoghi più critici, vale a dire Porto Ceresio. Dove, è doveroso sistemare la situazione, anche per difendere gli investimenti sul turismo: non ha senso spendere milioni di euro per rinnovare la ferrovia, realizzare una splendida passeggiata a lago e compiere altri interventi, se poi l’olfatto del potenziale turista viene devastato dall’olezzo proveniente dalle acque. «La risoluzione delle criticità riscontrate nella rete di smaltimento – ha affermato Mauro Veronesi, referente del Dipartimento del territorio del Canton Ticino – e nei manufatti speciali dei Comuni gravitanti sul torrente Bolletta, consentirà di ridurre in modo significativo gli apporti di nutrienti a lago, accelerando il raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati». E, con essa, «valorizzare la potenzialità turistica – ha aggiunto il consigliere provinciale Simone Longhini – di una delle zone più belle della provincia».