Due giovani bustocchi al Pitti Immagine Uomo

La Prealpina - 13/01/2017

Re-inventare i capi classici con una nuova visione estetica, valorizzando e reinterpretando l’heritage sartoriale in un concept contemporaneo grazie al lavoro di sarte italiane con tessuti made in Italy. Lo hanno fatto, nel corso degli ultimi 12 mesi, due giovani imprenditori di Busto Arsizio, Michele Canziani e Stefano Ghidotti, (nella foto) che con il terzo socio Lorenzo Torchio, diplomato al Master full time in Retail Management della Business School del Sole 24 Ore,, nel gennaio 2016 hanno fondatoMilano 140”.

Il brand è ancora in fase di start-up ma ha già riscosso successo a livello internazionale negli Stati Uniti, in Giappone e ora approda anche a Firenze a Pitti Immagine Uomo, dove è presente con una collezione giocata tra vestibilità rilassate e check grafici, personalizzata da stampe d’archivio reinterpretate guardando ai lavori dell’artista John Beech.

«Milano 140 è nata dalla passione per il mondo del fashion e dall’ambizione di costruire un percorso lavorativo tutto nostro, frutto delle nostre idee e della nostra creatività. Abbiamo sentito l’esigenza di intraprendere un percorso in prima linea che rispecchiasse a pieno le nostre esperienze e la nostra visione» spiega Lorenzo Torchio.

«Abbiamo puntato subito su Stati Uniti e Giappone – prosegue Torchio – dove oggi siamo presenti con la primavera-estate 2017 in alcuni multibrand indipendenti. Da ora in poi, invece, guardiamo all’Europa. Così abbiamo scelto di partecipare a Pitti Uomo e a Premium Berlino, che ci ha eletto “brandmenswear rivelazione” e ci offrirà uno spazio a Galeries Lafayette di Berlino per tutto il mese di luglio».

Obiettivo per questo nuovo anno? Aprirsi al mercato italiano, non semplice per i brand del lusso ma non impossibile.

Moda, export da record In Lombardia a 9,2 miliardi

Piace sempre di più la moda “Made in Milan” nel mondo e cresce la spesa all’estero per i nostri vestiti in un anno: quasi 5 miliardi, +8%. Sono i numeri che emergono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano. Principali clienti sono: Francia, Hong Kong e USA. Crescita a due cifre per Canada (+20%), Corea (+18%) e Giappone (+13%).

Del resto, il tessile è senza dubbio una delle colonne portanti dell’industria lombarda. Sono circa 34.500 le imprese attive nel settore della moda nella nostra regione di cui quasi 14 mila nella produzione moda e oltre 20 mila nel commercio e design. Dopo Milano, che è prima con il 38% (13 mila) delle imprese della moda in regione, vengono Brescia con 4 mila imprese, Bergamo e Varese con quasi 3.500, Como con 2.600 e Monza e Brianza con circa 2.300. Gli addetti del settore sono 193mila, il 23% del totale italiano, di cui oltre 87 mila a Milano.

E’ senza dubbio il successo ottenuto sui mercati esteri la principale carta vincente del settore.Cresce l’interesse per la moda lombarda nel mondo: nei primi nove mesi del 2016 l’export supera i 9,2 miliardi di euro con una crescita del +4,7% in un anno, quasi quattro volte la crescita dell’export italiano che si ferma al +1,2%. La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento, per un valore di 4,2 miliardi di euro, quindi prodotti tessili per 2,7 miliardi e articoli in pelle per 2,3 miliardi che è anche il settore che cresce di più, +8% tra 2015 e 2016.

Milano pesa la metà dell’export lombardo (49,2%, 4,5 miliardi, +8,2% in un anno), la seguono poi Como (1,1 miliardi, +2,3%), Bergamo (721 milioni, +5,6%), Mantova e Varese (entrambe circa 668 milioni, +0,2%, -2,6%), Brescia (563 milioni, +6,4%), Monza (347 milioni, – 8%), Lecco (224 milioni, +8,5%). Andando nel dettaglio della geografia delle esportazioni, si vede come la Lombardia abbia esportato nel 2016 soprattutto verso l’Unione Europea (3,9 miliardi), l’Asia orientale (2,4 miliardi), il resto d’Europa (1,2 miliardi) e l’America del Nord (902 milioni).

La Francia è il primo mercato della Lombardia, con 965 milioni di export in nove mesi, seguita da Hong Kong dove sono arrivate esportazioni lombarde per 809 milioni, Stati Uniti (802 milioni) e Germania (653 milioni). Quinta la Cina verso cui si sono dirette 520 milioni di esportazioni. Considerando i principali clienti della moda lombarda, cresce in un anno principalmente l’export verso Canada (+20,1%), Corea del Sud (+16,7%) e Giappone (+13,3%).