Dove sorgerà l’ospedale unico? Il Comune indica tre location

La Provincia Varese - 11/01/2017

Ospedale unico, la corsa per definire la location sta per iniziare: da Busto una rosa di tre opzioni per la collocazione del nuovo polo sanitario. «Tra qualche giorno presentiamo in Regione Lombardia le schede per le aree» annuncia il sindaco Emanuele Antonelli. Il dossier per il comitato di pilotaggio presieduto dall’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, predisposto dagli uffici comunali, è praticamente pronto. Manca solo un ultimo passaggio, più formale che sostanziale: la valutazione del nuovo dirigente dell’urbanistica, l’architetto Monica Brambilla, che ha preso servizio da pochi giorni a Palazzo Gilardoni. Sulla base dei requisiti che erano stati fissati nei primi incontri del comitato – un’area di dimensioni minime di 180- 200mila metri quadrati di superficie – il Comune di Busto Arsizio presenterà una rosa di tre opzioni. C’è il terreno della “promessa” donazione Castiglioni, lungo la strada provinciale che dal carcere porta verso Cassano Magnago, a cavallo tra Cassano e Fagnano Olona, ma che dalle prime valutazioni, al di là del fatto di essere a disposizione a titolo gratuito, potrebbe necessitare opere infrastrutturali di collegamento impattanti (la strada provinciale è già al collasso tutti i giorni negli orari di punta all’altezza dello svincolo della superstrada 336). C’è l’area vicino al polo fieristico di Malpensafiere, che il Comune in passato aveva vincolaAntonelli annuncia che «tra qualche giorno presenteremo in Regione le aree» to per la realizzazione del parco “Busto 2000”. E c’è l’area di Beata Giuliana, acquisita una decina di anni fa con l’idea di realizzare il campus scolastico, progetto poi accantonato: riconvertita e vincolata per l’ipotesi di destinazione a casa di riposo, è rimasta inutilizzata, prima per via dell’asta per l’alienazione andata deserta e poi per la rinuncia degli operatori nell’ambito del bando per la gestione della Rsa comunale di via Tasso, che prevedeva l’ipotesi di trasferimento della struttura in quell’area. Insomma, sono tre alternative sul tavolo di Regione Lombardia, e andranno a confrontarsi con l’unica opzione che dovrebbe presentare il Comune di Gallarate, ovvero i terreni lungo la superstrada 336, oggetto di un lungo contenzioso urbanistico. Di certo c’è che il “problema” dell’anagrafe (lo stesso assessore all’urbanistica Isabella Tovaglieri aveva promesso che «i bambini bustocchi continueranno a nascere a Busto») sarebbe risolvibile: qualunque sia il territorio comunale su cui sorgerà la nuova struttura, con un’apposita convenzione i genitori dei nuovi nati sceglieranno a quale anagrafe comunale iscriversi, per poter dichiarare come luogo di nascita Busto Arsizio o Gallarate. n