Donne in azienda più forti della crisi

La Prealpina - 20/11/2018

Le donne che lavorano nelle imprese artigiane della provincia di Varese hanno subito in forma minore i contraccolpi della crisi a livello occupazionale. Ma va detto che restano in minoranza rispetto ai colleghi maschi. Questa realtà emerge da una elaborazione statistica a cura dell’Osservatorio del mercato del Lavoro di Confartigianato imprese Varese. Il 66 per cento delle aziende campione della ricerca ha una donna tra i propri organici. Seconda osservazione: la componente femminile ha risentito meno pesantemente di quella maschile del calo occupazionale nonostante sia rimasta in minoranza all’interno delle imprese censite dall’Osservatorio.

Nello specifico, le donne inserite in contesti aziendali si sono mantenute sostanzialmente stabili rispetto al totale degli assunti (35.63 per cento nel 2013 e 35.01 per cento del 2018) mentre, nell’ambito del più generalizzato calo occupazionale, hanno perso 1.3 punti percentuali contro i 4.6 degli uomini. Il piccolo e medio, insomma, resta bello per le donne anche al netto delle difficoltà congiunturali. E la diffusione delle politiche di welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro (fortemente sostenute dalle leggi di Bilancio e Stabilità dal 2016 a oggi) rappresenta un valore aggiunto fondamentale e irreversibile. Nelle piccole e medie imprese le donne sono attive in particolare nei settori acconciatura ed estetica (89.96 per cento), tessile abbigliamento (73.43 per cento), altri servizi alla persona e alle imprese (58.40 per cento) e ristorazione e alberghi (56.52 per cento). In aumento la presenza nei comparti chimico-gomma plastica (46 per cento) e commercio (45.95 per cento).

«Il progressivo invecchiamento della popolazione, la contrazione delle politiche di welfare statale, la riduzione delle possibilità di spesa per le cure dei bambini e degli anziani hanno inciso negli ultimi anni sull’occupazione di molte donne», evidenzia il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli.

«Si tratta di fenomeni che abbiamo rilevato e affrontato negli anni, e in particolare nel biennio 2017-2018, attraverso l’attivazione di uno strumento tecnico, la piattaforma di welfare aziendale e l’adesione alla Rete Territoriale di Conciliazione vita-lavoro che vede come capofila l’Ats dell’Insubria».