Divorzio da Alitalia: si rivede AirFrance?

La Prealpina - 06/12/2016

“Adieu”, disse Air France il 29 ottobre del 2011, giorno in cui trasferì i voli per Parigi Charles De Gaulle da Malpensa a Linate, seguita a ruota da Klm con Amsterdam. Dopo il dehubbing, fu uno degli eventi più drammatici della storia recente dello scalo varesino, ma soprattutto l’emblema del cannibalismo del city airport che avrebbe spolpato fino a far collassare il “cugino” di provincia.

La storia non è andata proprio così: Linate continua a far male (ma non così male) a Malpensa, ma soprattutto si scopre cinque anni dopo che quel commiato definitivo potrebbe invece essere stato un meno tragico “au revoir”. La fine dell’alleanza di Alitalia con Air France-Klm, un destino ormai certo secondo gli analisti, potrebbe infatti riportare i franco-olandesi in brughiera. Al momento è soltanto una delle ipotesi in campo, ma è uno scenario concreto. Perché il divorzio nei cieli sarebbe tutta una questione di slot, e alla base della decisione della ex compagnia di bandiera di non rinnovare l’accordo con Air France-Klm ci sarebbero proprio gli spazi sull’aeroporto di Linate, di proprietà di Alitalia e utilizzati dagli stranieri in base ad accordi in scadenza a metà gennaio.

Cosa accadrà tra poco più di un mese è però ancora una gigantesca incognita: se Air France-Klm non dovessero più avere gli slot necessari per operare su Linate, appare evidente che non rinuncerebbero mai al redditizio traffico lombardo e dunque si sposterebbero a Malpensa. I loro aerei sono pieni oggi soprattutto di milanesi attratti verso i loro hub di riferimento (Parigi e Amsterdam) per poi volare sulle grandi e redditizie direttrici intercontinentali. Per fare questo gioco, naturalmente, partire da Linate anziché da Malpensa crea un vantaggio enorme, e sta proprio qui la base della teoria del cannibalismo. Ecco perché, nonostante la joint venture tra Alitalia e Air France-Klm possa dirsi ormai sciolta, non è escluso che gli stranieri possano in qualche modo strappare in extremis ad Alitalia una sorta di contratto d’affitto.

Condizione imprescindibile per mantenere gli slot, infatti, è utilizzarli, ma vedere Alitalia sostituirsi agli ex alleati e volare su Parigi o Amsterdam non avrebbe alcun senso logico. Tutto può succedere, dunque. Opzione Malpensa compresa.