Distretto aerospaziale L’export resta a terra

Vola basso l’export del distretto aerospaziale lombardo nel corso del 2016. A certificarlo sono i dati contenuti nel Monitor dei distretti industriali della Lombardia realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. Nel terzo trimestre dell’anno scorso, infatti, il polo aeronautico di Varese ( che è il vero motore del distretto) registra una marcia indietro importante nella presenza sui mercati esteri. La contrazione , infatti, si attesta a -54,7%. Un dato che desta preoccupazione, soprattutto se confrontato con i mesi precedenti caratterizzati da un calo delle vendite pari al 33,7%.

Insomma, come più volte ribadito anche dalle forze sindacali, la situazione del settore – cardine dell’industria varesina – è tutt’altro che rosea. All’orizzonte ci sono i due grandi progetti che riguardano lo studio di un nuovo elicottero militare firmato Leonardo e lo sviluppo del’addestratore M-345 di Alenia Aermacchi, ma al momento la strada è ancora in salita.

«Siamo oggettivamente di fronte ad una sofferenza congiunturale del comparto aerospaziale – spiega Angelo Vallerani (nella foto) , presidente del Lombardia Aerospace Cluster – . Si tratta di una situazione che il cluster lombardo e, nello specifico, il distretto varesino che rappresenta da solo un terzo delle esportazioni nazionali, condividono con la situazione sia italiana sia mondiale. Vari i fattori, più volti analizzati anche nell’ultimo periodo. Non ultime le tensioni internazionali e i nuovi scenari politici in via di profonda trasformazione ormai da giugno. Brexit e il nuovo corso statunitense, ma non solo. Stanno cambiando gli assi delle alleanze tra Paesi e ciò influisce inevitabilmente sulle prestazioni delle imprese coinvolte in un settore molto impegnato su un asset strategico come quella della Difesa. Oggi a dominare è l’attesa e la ridefinizione di strategie e posizionamento. Da qui la frenata dell’export». L’incertezza, insomma, non giova a nessuno e in qualche modo paralizza le vendite. Va detto che le prospettive non mancano, ma molto dipenderà da come si giocheranno le carte in questi mesi. Di sicuro, la partecipazione di Leonardo alla gara indetta dal governo americano per la fornitura di addestratori rappresenta una opportunità che potrebbe cambiare le sorti dell’intero settore dell’ala fissa.

«In ogni caso – continua Vallerani – , i bilanci si fanno a fine anno. I dati di chiusura dell’export 2016 saranno disponibili a marzo e solo allora potremo fare un’analisi chiara, ancorché non definitiva. Oggi basta anche solo l’attribuzione della vendita di un elicottero o di un aereo da un mese all’altro per far pendere la bilancia dei giudizi da una parte all’altra». Certo è che una strategia Paese si rende assolutamente necessaria. «Oggi più che mai come imprese facciamo appello alle istituzioni – sottolinea il presidente del distretto – perché nasca a livello nazionale una cabina di regia che riconosca nei fatti la strategicità del settore. Non esiste Paese al mondo che non veda le istituzioni al fianco delle proprie imprese aerospaziali sul mercato. Non possiamo più permetterci di fare eccezione. Non possiamo subire passivamente lo scenario internazionale in profondo mutamento».