Disoccupazione, inizia la discesa

Aziende che tornano ad investire, produzione in aumento, fatturati in crescita. Per l’economia varesina i primi segnali della ripresa non mancano. Ed ora arriva quello più atteso: il mercato del lavoro si sta risvegliando. A scendere, nel 2017, è il tasso di disoccupazione che arriva, in provincia al 6,5 per cento, dopo aver toccato il record negativo del 9 per cento durante il 2015, l’annus horribilis. Il che significa che le persone che vivono in provincia di varese e che sono ancora alla ricerca di un lavoro sono 27mila a fronte dei 36mila di due anni fa. I numeri sono stati elaborati dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio varesina, sulla base dei dati diffusi dall’Istat.

Una marcia indietro importante, dunque, quella della disoccupazione, a cui si accompagna anche il miglioramento del tasso di occupazione che si attesta al 67,6 per cento, mentre due anni fa era al 63,7 per cento. Resta il nodo della disoccupazione femminile che, pur in calo dell’11 per cento di due anni fa, si ferma al 7,8 per cento.

In ogni caso, anche il numero di assunzioni che hanno fatto segnare un incremento del 17,2 per cento, raggiungendo quota 121.320 nuovi contratti. Una tendenza positiva che, trimestre dopo trimestre, sta andando a consolidarsi per il secondo anno di fila, fino a raggiungere un traguardo importante: il numero di assunzioni ha superato quello delle cessazioni contrattuali.

«Ogni volta che ci sono segnali positivi per la nostra economia non possiamo che essere contenti e fiduciosi – commenta il segretario provinciale della Cgil, Umberto Colombo -: a i numeri vanno analizzati con attenzione e in questa fase non possiamo ancora lasciarci andare ad un ottimismo esagerato. La cautela è ancora d’obbligo. Questo perché occorre anche andare a vedere le tipologie di contratto che vengono proposte ai nuovi assunti. Quelli a tempo determinato sono di gran lunga più numerosi rispetto al tempo indeterminato. Su dieci assunzioni, soltanto una viene fatta senza scadenza temporale». Vero. E lo confermano anche i numeri dell’ufficio studi. Per le nuove assunzioni è nettamente preponderante la quota dei contratti a tempo determinato (pari al 70,5%), in aumento in valore assoluto, rispetto allo scorso anno, quando erano seimila in meno. In generale, i contratti a termine raggiungono dunque la quota dell’87,8%, relegando quelli a tempo indeterminato al 12,2 %.

«Di fronte a questi numeri specifici – continua Colombo – ribadiamo come sia necessario anche per l’economia varesina investire nelle risorse umane e creare occupazione stabile e di qualità. A questo si deve accompagnare anche un percorso di formazione del personale che contribuisca alla crescita delle professionalità. In questi anni difficili, abbiamo avuto la dimostrazione che chi ha investito è riuscito a rimanere sul mercato e anche a crescere, ma chi è rimasto a guardare agendo solo sulla riduzione dei costi non è andato da nessuna parte. È per questo che siamo molto attenti ai processi di innovazione che sono essenziali , ma che vanno gestiti nel modo giusto, senza rischio esuberi ma portando più qualità a imprese e lavoratori».

«Il messaggio che ricaviamo dalla lettura dei dati – aggiunge anche Ivana Perusin, assessore alle Attività produttive del Comune di Varese – è che siamo in un ciclo finalmente positivo: aumento dell’occupazione, investimenti e accelerazione della produzione sono le tre leve che ci permettono di parlare di un inizio di ripresa. È il momento quindi di sostenere e accelerare la crescita e di sicuro l’amministrazione comunale sta cercando di accompagnare questo periodo».