Disgelo tra Cassani e Martucci

E al terzo giorno ci fu il chiarimento. Tra il sindaco leghista Andrea Cassani (colpito da pesante offesa politica) e il consigliere comunale berlusconiano Leonardo Martucci (autore della stessa pesante offesa politica). Risultato: la crisi di maggioranza si sgonfia, l’interesse di Gallarate e dei gallaratesi ha – giustamente – la meglio sull’orgoglio personale, il problema si avvia a risoluzione. Ma bisogna attendere fino a sabato, allorché il primo cittadino, come annunciato, parlerà. Nel frattempo, dai banchi di minoranza, Partito democratico e Città è Vita hanno gioco facile a sparare su un centrodestra litigioso da tempo che quando pareva ormai avviato alla definitiva pacificazione interna – essenzialmente tra Forza Italia e Lega Nord – si è imbattuto nella variabile Martucci che senza timore ha dichiarato di vergognarsi di presentarsi nei rioni insieme con Cassani.

Apriti cielo. Da domenica a ieri pomeriggio è stata alta tensione. Con il sindaco risoluto a chiedere a FI la testa del consigliere imprudente nelle esternazioni, tanto da porsi in un ruolo quasi di opposizione, e il partito alleato impegnato a dare un colpo al cerchio (il proprio peso nella coalizione) e uno alla botte (la tenuta della maggioranza). Fino al disgelo del martedì in municipio grazie al faccia a faccia chiarificatore tra Cassani e Martucci per sbloccare una situazione che rischiava seriamente di compromettere il futuro dell’amministrazione. Non è dato sapere se sia stato l’uno a telefonare all’altro o viceversa. Dagli ambienti di entrambe le parti trapela una versione diversa. Al di là del primo passo, però, la grave situazione si sta manifestando sempre più poco seria. Con la certezza che il perdono di buon senso del torto pubblico sarà naturalmente ripagato da un prezzo politico.

Finirà dunque al solito, a tarallucci e vino. Comunque, le minoranze se la ridono. Attacca il capogruppo del Pd, Giovanni Pignataro: «Io una settimana fa parlavo di immobilismo amministrativo e l’uscita di Martucci è la riprova di un’impasse politica pazzesca nella maggioranza di centrodestra. Cassani è nella morsa di Forza Italia. Ma se c’è un nodo gordiano, lo sciolgano o lo taglino, perché non è possibile andare avanti cinque anni così. È una rissa continua. Viene da dire che l’amore non è bello se non è litigarello, ma oltre un certo limite c’è la violenza domestica». Incalza il coordinatore di CèV, Marco Montemartini: «Questa è l’ennesima puntata di un teatrino che si protrae da mesi nel quale FI e Lega continuano a punzecchiarsi su diversi temi, come Maga, bilancio e consulte rionali. Più che sana dialettica mi sembra logorrea. Tuttavia, il vero problema è che la città è ferma. Paralizzata. Il bilancio di previsione non è approvato, il consiglio comunale non viene convocato e le commissioni non sono riunite. In compenso restano aperti i grandi problemi, su tutti la sicurezza, quella generale, quella stradale e quella delle scuole colpite dai ladri».

E le esternazioni antisindaco del consigliere berlusconiano? Pur parzialmente condivisibili nei contenuti, secondo i due gruppi di minoranza lasciano qualche dubbio nella loro reale paternità. Afferma Pignataro: «Non è il merito, poiché Martucci sui rioni può avere ragione, ma è il metodo sbagliato». Rimarca Montemartini: «Mi sembra strano che uno come Martucci faccia un’uscita del genere. Non è un neofita, è stato anche assessore nella giunta Mucci». Già, cotanta esperienza non dovrebbe indurre in errori tanto grossolani. Dovrebbe.

Fuoco amico contro il sindaco

 

A pensar male si farà anche peccato, ma qualche volta ci s’azzecca. Dubito fortemente che l’attacco condotto da Leonardo Martucci al sindaco di Gallarate Andrea Cassani sia frutto di un’estemporaneità del consigliere di FI. Martucci, a mio parere, opera sotto protezione e suggerimento di qualcuno più di lui potente in FI, cioè l’unico veramente potente. È in atto a Gallarate, e questa di Martucci è una nuova azione distruttiva, un continuo attacco, fuoco amico (ma non troppo amico), contro Cassani, da parte di FI.

Cassani, è ben noto, non ha più maggioranza nella sua maggioranza, e quindi è sotto tutela (ricatto, direi io) da parte di FI e di alcuni suoi collegati, ex FI che probabilmente vogliono rientrare nell’arcipelago berlusconiano. Martucci è stato assessore ai lavori pubblici durante l’amministrazione di Nicola Mucci; ci racconti cosa ha fatto per i rioni, in particolare per il rione di Cedrate. Da troppo tempo FI attraverso suoi consiglieri, vassalli fedeli di zio Nino, cerca di delegittimare questo sindaco, votato da una grande maggioranza di cittadini. E mi va, allora, di fare una considerazione cattivella. FI e Lega sempre più vanno separandosi e distinguendosi; Silvio Berlusconi non cerca Matteo Salvini e Salvini evita Berlusconi; conoscendosi pensano bene di evitarsi, mandando al fronte i propri vassalli e le truppe cammellate. Berlusconi guarda al Pd e a una grande coalizione, piuttosto che progettare una alleanza di governo con Salvini.

È quindi ipotizzabile che questa querelle tra FI e Lega si trasmetta anche in provincia, dimostrando in tal modo che da parte di FI è in atto un’azione di logoramento a largo raggio con il fine di ostracizzare la Lega e minimizzarne il peso politico. A Gallarate questa strategia a lungo termine trova una porta aperta in FI; FI non può e neppure vuole dimenticare che a causa della Lega e della sua campagna contro Massimo Bossi (vi ricordare “Chi vota Bossi, vota Caianiello”) perse il Comune di Gallarate consegnandolo a Edoardo Guenzani.

Cosa succederà a Gallarate ? Cassani vuole spiegazioni da FI, FI non può “sputtanare” un suo fidato uomo di sempre. Per il momento troveranno un accordo, un accordo tra pataccari, poi FI continuerà la sua campagna contro Cassani che, pover’uomo, non potrà fare altro che protestare, oppure, cadere nella trappola di FI : dimettersi e mandare i cittadini gallaratesi a votare di nuovo. Perché, a pensar male si farà anche peccato, ma forse si s’azzecca a pensare che questo imbroglio sia ciò che vannno cercando di portare a loro buon fine FI e i suoi collaterali (meglio chiamarli propaggini o utili idioti)

Staremo a vedere. Povera Gallarate, della quale in questa maggioranza nessuno se ne interessa veramente con scienza e coscienza, ma che, ancora una volta, si ritrova a dovere subire le disastrose conseguenze di una lotta tra partiti per il proprio interesse, interesse che non comprende l’interesse vero della città.

Dr CM Passarotti