Dipendenti felici, aziende di successo

La Prealpina - 13/07/2017

Felicità vuol dire benessere e produttività. Collaboratori e operai contenti si traducono in successo dell’azienda, anche nei numeri del bilancio. E l’obiettivo felicità è stato al centro, ieri dell’incontro organizzato a Confapi Varese nella sede di Varese dal titolo “Motivazione: come farne il segreto del successo aziendale.”

Al centro della discussione si è raccontata l’esperienza di Paride Salieri, titolare della Omb Saleri di Brescia, un vero e proprio modello di azienda-comunità: «Una delle ultime innovazioni che abbiamo introdotto – ha detto – sono stati i corsi di formazione per la Rsu nella lettura del bilancio della società. In questo modo tutti i miei dipendenti sanno quanto guadagno. Pensavo succedesse la rivoluzione perché è una cifra alta ma, in realtà, è stato pienamente accettato, perché i miei dipendenti sanno che me lo merito. Per me la trasparenza è tutto, tanto che con le Rsu e, a scalare, con gruppi di lavoratori, discutiamo dell’andamento aziendale ogni mese. E poi: abbiamo uno psicologo, un artista, un asilo nido. Una dipendente è andata addosso al cancello dell’azienda e si è auto-denunciata: l’abbiamo premiata con 500 euro e ogni anno premiamo con 35.000 euro i dipendenti che suggeriscono processi migliorativi senza che siano assunti per quella mansione. Tutto per migliorare il coinvolgimento delle persone che lavorano con noi». Ma le innovazioni introdotte sono state altre: «Dieci anni fa – ha aggiunto l’imprenditore bresciano – abbiamo dimezzato il fatturato. E allora, assieme ad altri dieci imprenditori, abbiamo deciso di investire 10-15.000 euro l’anno ciascuno nel cercare un nuovo prodotto e un nuovo mercato. Bene, l’abbiamo trovato nel settore della riabilitazione della mano spastica. Ha funzionato: la fiducia fra noi, una dose di incoscienza e la voglia di sperimentare, è stata fondamentale». Ma soprattutto, ha aggiunto l’economista Luciano Canova, «mentre in Italia c’è una cultura di successo lineare, in questa storia si è scommesso sull’innovazione e su un potenziale fallimento. Perché il successo arriva necessariamente dopo una costellazione di fallimenti e tentativi. Non bisogna temere.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, la produttività arriva anche dalla partecipazione nel progetto. Ecco, perché, oltre al reddito, la felicità e quindi il successo arrivano anche dalla salute, dalla percezione di sentirsi liberi e dal supporto sociale che si riceve dalla comunità. Il risultato economico non può essere l’unico obiettivo».

Insomma, un convegno che è stata anche fonte di ispirazione per gli oltre cinquanta partecipanti. Tanto che la proposta di creare un gruppo di lavoro in Api sui temi della felicità, del benessere e delle innovazioni, è stata accolta anche dal presidente di Api, Marco Tenaglia.