Dipendenti di Meridiana occupano la sede Air Italy

l presidio davanti ai cancelli di ingresso si è ben presto trasformato in una pacifica occupazione della sede. Erano quasi cento i piloti e gli assistenti di volo di Meridiana Fly che ieri mattina sono saliti al secondo piano della palazzina di Malpensa che ospita gli uffici di Air Italy (la compagnia “sorella” con cui forma il Gruppo Meridiana) mettendo in atto la protesta annunciata da giorni da Usb.

Al centro dello scontro, ancora una volta, il dualismo aziendale, il nodo più controverso della trattativa che entro la metà di aprile dovrebbe portare alla firma dell’accordo per l’ingresso in società di Qatar Airways, il colosso dei cieli arabo pronto a rilevare il 49 per cento della azioni e a rilanciare una compagnia in crisi perenne ormai da cinque anni. Nel particolare, ieri i lavoratori di Meridiana Fly protestavano contro le offerte di lavoro a tempo determinato inviate da Air Italy a circa 60 piloti e 70 assistenti di volo, dipendenti di Meridiana fly attualmente in cassa integrazione straordinaria a zero ore, giudicate inaccettabili dal sindacato che nei giorni scorsi le aveva definite «l’ennesima farsa di un’azienda alla deriva». Toni che non si sono abbassati nemmeno ieri durante le due ore di occupazione. Erano quasi un centinaio, arrivati da Roma, Verona e dalla Sardegna nella sede Air Italy poco distante dal T1, tenuti sotto stretta osservazione dagli uomini della Polizia di Stato che hanno garantito l’ordine pubblico. Tra i manifestanti, naturalmente, anche una rappresentanza dei 400 circa cassintegrati di Meridiana fly basati a Malpensa, con gli ammortizzatori in scadenza il prossimo luglio. «L’azienda è stata costretta a modificare la proposta originaria nonostante fosse stata dichiarata pienamente conforme alle regole, ma ha comunque tentato di imbastire un vero e proprio mercato del pesce con proposte personalizzate da firmare in separata sede», spiega Usb in una nota diramata al termine della concitata giornata. «Tenuto conto che i dirigenti hanno preannunciato centinaia di licenziamenti entro la fine di giugno, questo atteggiamento appare come una provocazione gravissima che mette ancor più in difficoltà le già precarie relazioni con gran parte delle organizzazioni sindacali». L’acquisizione del 49 per cento da parte di Qatar Airways – definita in sede di trattativa dall’ormai ex ministro Federica Guidi «l’unica in grado di assicurare il rilancio e il consolidamento di Meridiana» – ieri è quasi passata in secondo piano, nonostante il tempo ormai stringa e un clamoroso ritiro dalla scena degli arabi avrebbe conseguenze catastrofiche. Ieri lo scontro era tutto interno al Gruppo Meridiana, con il dualismo irrisolto tra Meridiana Fly e Air Italy a surriscaldare l’ambiente. In questa fase, secondo Usb, «ai lavoratori non resta che alzare il tono, con tutti gli strumenti disponibili e in tutti i modi possibili. Il nostro punto di partenza è l’unificazione tra i due vettori, la disponibilità a discutere il contratto a fronte di questo e la salvaguardia occupazionale con tutti gli strumenti attivi e passivi possibili e immaginabili».