Dilaga la protesta sull’aumento del Cosap A temere i rincari sono anche gli ambulanti

«La Cosap non è un problema
che riguarda solo i baristi
e i ristoranti che hanno
i tavolini all’aperto. Stiamo
parlando di una tassa che interessa
tutte le occupazioni
di suolo pubblico, compreso
il mercato di piazzale Kennedy».

Ad intervenire sull’aumento
della Cosap è Rosita
De Fino, direttrice di Confesercenti
Varese.
Associazione che un anno
fa, durante la campagna
elettorale, ha presentato un
documento di 10 punti, in
cui si specificava che non
sarebbero stati accettati aumenti
delle tasse.
Questa sera, Confesercenti
ascolterà gli ambulanti
del mercato che sono preoccupati
per i rincari tanto
quanto i baristi del centro,
anche se l’aumento della Cosap
sarà inferiore.
«Stiamo parlando di operatori
che si trovano in una
situazione di grande difficoltà
vista la condizione in
cui versa il mercato di piazzale
Kennedy – afferma la
direttrice di Confesercenti –
Con la pioggia e con il freddo,
in certe giornate gli incassi
per bancarella non superano
i 30 euro. A fronte di
ciò, gli ambulanti si troveranno
a pagare il 10 per cento
in più di Cosap».
Tanti aspetti, inoltre, non
sono ancora chiari. Per
esempio: ad essere penalizzati
degli aumenti della Cosap
saranno anche gli ambulanti
che partecipano ai
festival e alle manifestazioni
organizzate in centro, come
lo Street Food?
«Come associazione ci
domandiamo se sia ancora
in vigore il regolamento del
2007 nel quale, all’articolo
11, si parla delle agevolazioni
– aggiunge De Fino – Nel
documento è scritto che le
manifestazioni che hanno il
patrocinio del Comune pagano
una Cosap scontata del
25 per cento. Per le onlus, invece,
il regolamento prevede
la gratuità. Inoltre, le
nuove imprese dovrebbero
godere di una agevolazione
sul pagamento della tassa
per i primi tre anni di apertura.
Vorrei sapere se tutte
queste agevolazioni, che figurano
ancora nel sito del
Comune, resteranno in vigore».

Confesercenti, dal maggio
scorso ad oggi, ha più
volte chiesto una riduzione
del 20 per cento della Cosap:
«Se il Comune ha deciso per
un aumento, l’unica cosa
che possiamo fare è chiedere
di ridurlo. Non scenderemo
in piazza, ma continueremo
a trattare con l’amministrazione
– conclude la direttrice
– Certo è che sarebbe
stato meglio discutere
prima insieme di questi temi,
anziché intervenire dopo
presentando osservazioni.
Se questi aumenti sono
davvero così necessari, il
Comune avrebbe dovuti introdurli
a seguito delle promesse,
quindi a seguito del
maggior afflusso di turisti in
città che ci è stato prospettato.
La premessa del sindaco
era quello di avere una
Varese diversa, meno tassata.
Ma le cose sembra che
stiano andando diversamente,
perché mai ci saremmo
aspettati aumenti di
questo tipo». n