Diktat Lega: «Vietato manifestare con Reguzzoni»

La Prealpina - 05/05/2017

L’ordine è perentorio: «Agli amministratori della Lega Nord è vietato partecipare alla manifestazione contro Alitalia organizzata da Marco Reguzzoni». Non che sul senso della protesta messa in piedi dall’ex onorevole del Carroccio (qui nelle vesti di capo di Volandia) ci sia una grossa diversità di vedute («Si troveranno altri sistemi per esprimere dissenso su questo ennesimo scempio romano», specificano infatti i colonnelli padani) ma pensare che un esponente leghista si affianchi a Reguzzoni nell’iniziativa di domani mattina, sarebbe considerato un affronto intollerabile.

A dire il vero il già capogruppo alla Camera è ancora un militante semplice del movimento (pur senza tessera), ma ormai la distanza maturata negli anni con la sua fedeltà a Umberto Bossi e il recente annuncio di un nuovo simbolo che rilanci i valori delle origini, hanno scavato un solco che solo il desiderio di non farne un martire non hanno ancora trasformato in espulsione.

Fatto sta che Matteo Bianchi, segretario provinciale, nelle scorse ore ha mandato un sms perentorio a tutti i suoi sindaci della zona aeroportuale. Un messaggio “privato” in cui ha steso il diktat: «Che sia chiaro a tutti voi – c’è scritto – che l’iniziativa di sabato mattina a Malpensa è organizzata da un singolo esponente politico al di fuori della Lega e che lo stesso ha più volte espresso desiderio pubblico di non avere partiti tra i piedi». E allora, «essendo gli amministratori locali della Lega l’espressione di un movimento politico organico alla segreteria nazionale, si troveranno altri sistemi per esprimere dissenso su questo ennesimo scempio romano. Non ci interessa invece presenziare a nessuna manifestazione al di fuori delle iniziative che verranno comunemente concordate con il centrodestra, non al di fuori di esso. Questo per doverosa chiarezza». Così è deciso. Punto e basta.

Oltretutto, leggendo fra le righe, si capisce che il divieto di presenza al presidio reguzzoniano si estende indirettamente anche a sindaci e assessori di Forza Italia. Le proteste, puntualizza sostanzialmente Bianchi, si fanno in maniera coordinata e non è il caso di farsi vedere nelle prossime ore al Terminal 1, perché la cosa verrebbe interpretata come uno sgarro all’alleato. Sarebbe cioè vista come una sorta di interferenza alle faccende interne del Carroccio, sposando una causa che può essere giusta nello spirito ma che viene proposta dall’uomo “sbagliato”. E ingombrante.

Come reagirà Reguzzoni a questa notizia sarà da vedere. Ma non è da escludere che l’avesse prevista, che la consideri persino utile ad accendere ulteriormente i riflettori sulla battaglia che ha deciso di portare avanti.

Un effetto boomerang che anche in Lega hanno ipotizzato, immaginando che il contenuto dell’sms sarebbe filtrato alla stampa. Ma alla fine si è deciso che val più una presa di posizione decisa di un silenzio disinteressato, col pericolo che qualche amministratore si presentasse alla manifestazione e creasse imbarazzi.

Di più: sempre sui cellulari dei leghisti sta girando il verbale di una seduta della Camera dell’ottobre 2008, quando Reguzzoni era in parlamento e il centrodestra votò la fiducia al decreto legge per salvare Alitalia. Ebbene anche l’esponente bustocco votò favorevolmente al provvedimento, come il resto del movimento. Come a dire che chi oggi sbraita, non può scaricare la colpa solo sugli altri. Tanto meno sulla Lega. Che stavolta scarica lui.

Ritrovo fissato alle 10.30 Per il corteo «apartitico»

L’inizio è fissato alle 10.30, con ritrovo davanti al gate 19 al Piano Partenze del Terminal 1. Sono queste le coordinate per partecipare domani alla manifestazione anti-Alitalia promossa da Marco Reguzzoni di fronte all’aeroporto di Malpensa.

La protesta contro il prestito-ponte all’ex compagnia di bandiera – «totalmente apartitica» così come sottolineano gli organizzatori – non si svolgerà con un corteo (come inizialmente previsto), bensì con uno spazio per gli interventi pubblici e una raccolta firme a sostegno dell’istanza Ancai per ottenere gli arretrati della tassa d’imbarco, pari a oltre 92 milioni di euro. Com’è noto, infatti, i Comuni di sedime di Malpensa, e con loro tantissime altre città aeroportuali italiane, hanno fatto causa allo Stato per far valere i propri diritti.

L’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, questa la sua dicitura esatta, era nata nel 2003 per aiutare i Comuni aeroportuali a fronteggiare i disagi degli aerei. Invece è finita, guarda caso, per la stragrande maggioranza a finanziare la cassa integrazione dei piloti e degli assistenti di volo della stessa Alitalia. Soltanto Ferno, per citare qualche esempio delle municipalità intorno a Malpensa, vanta un credito di 5 milioni 900mila euro. Somma è a quota 3,5 milioni, Lonate 3,1.