«Difficile ridare fiducia alle banche»

La Prealpina - 26/01/2017

Dopo Monte dei Paschi, Banca Etruria e compagnia del buco, la fiducia nelle banche è ai minimi termini. Se a ciò si somma il dato sulle vendite degli immobili che si sono nuovamente fermate dopo la timida ripresa degli ultimi due anni, la sensazione è che l’unico caveau a cui gli italiani si stanno affidando è il materasso. Per cercare di trovare soluzioni a una situazione tutt’altro che idilliaca per gli istituti di credito, First Cisl ha organizzato ieri il convegno “Banche, assicurazioni ed esattorie: quali modelli di servizio per la crescita di imprese e famiglie?”, in cui i bancari hanno invitato accademici, studiosi, rappresentanti degli imprenditori a Villa Recalcati: «Qui – ha detto Alberto Broggi, segretario della First Cisl dei laghi – non abbiamo avuto situazioni problematiche come in Toscana, nelle Marche o in Veneto eppure la crisi di fiducia si è sentita e recuperare la credibilità della clientela è dura anche per chi ha operato bene. Ci incontriamo per trovare assieme delle strategie per invertire la rotta e tornare a parlare della funzione sociale delle banche. Ormai si parla soltanto degli aspetti e degli assetti finanziari, invece gli istituti sono fondamentali nell’erogare credito alle imprese che lo meritano e nel vendere prodotti per la tutela del risparmio delle famiglie».

In tal senso Mauro Colombo, direttore di Confartigianato, ha chiesto di tornare ad aprire il rubinetto del credito, «perché – ha affermato – i finanziamenti alle piccole e medie imprese al di sotto dei venti dipendenti hanno perso 20 miliardi di euro negli ultimi sei anni. Eppure le pmi rappresentano soltanto il 15% dei crediti deteriorati e la loro solvibilità è decisamente migliore di quella delle grandi aziende. Eppure per la banca non sono ancora percepite come un’opportunità». Un ritorno al territorio è stato ventilato anche da Andrea Uselli, docente di Economia all’Insubria: «Oggi si possono comprare prodotti di ogni tipo, anche in Giappone e Australia – ha sottolineato l’accademico – tanto che, purtroppo, si è arrivati a un valore di prodotti derivati in circolazione pari a dieci volte il Pil mondiale, ma ciò non serve a nulla per il rilancio dell’economia reale». E a proposito di economia reale, il sindaco di Varese Davide Galimberti ha ricordato come «Palazzo Estense sarà in prima linea per stimolare l’economia con investimenti pubblici nelle start-up innovative, a partire dal supporto della cittadella delle Scienze umane».