Di Pietro, ultimi giorni alla guida di Pedemontana

La Prealpina - 28/04/2017

Antonio Di Pietro resterà alla guida di Autostrada Pedemontana Lombarda per almeno un paio di settimane ancora, più probabilmente fino alla fine del mese di maggio quando sarà approvato il bilancio. Al momento non c’è alcun possibile successore in lizza per guidare la società su cui tutta la Regione ha gli occhi puntati: negli ambienti circolava il nome di un altro magistrato eccellente, Piercamillo Davigo. Ipotesi già tramontata. Le dimissioni di Di Pietro (che più volte ha affermato di prestare il proprio servizio gratuitamente) in realtà sono già state formalmente presentate al Consiglio di amministrazione della società di Milano Serravalle che detiene l’80 per cento di Pedemontana. Mercoledì 26 pareva ci dovesse essere una riunione del Cda che è stata rimandata mentre Di Pietro era al suo posto al lavoro negli uffici di Pedemontana ad Assago, ma non ha rilasciato dichiarazioni. Non è ancora stato reso pubblico l’esito delle selezioni pubbliche per il direttore generale, bando scaduto il 15 febbraio. Per quanto riguarda le ripercussioni in chiave locale, sale l’attesa rispetto al progetto della gratuità delle tangenziali presentato dal governatore della Lombardia Roberto Maroni e rilanciato dall’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Sorte che parla di una holding regionale che comprenda Trenord, Brebemi e Pedemontana, al momento opera incompiuta. Per Pedemontana la Regione ha dovuto impegnare a fondo di garanzia 450 milioni di euro per attrarre investitori. Dunque si parlerebbe di una super holding del trasporto lombardo per “salvare” Pedemontana e rendere gratuito il pedaggio delle tangenziali di Varese e Como. L’idea è stata immediatamente bocciata dal segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri: «La holding dei trasporti immaginata da Sorte dimostra ancora una volta che l’amministrazione Maroni non ha un’idea concreta su come risolvere i problemi della mobilità in Lombardia. Così c’è il rischio concreto che le grandi incompiute stradali, a partire da Pedemontana, diventino un fardello per l’investimento strategico per la mobilità su ferro, che deve essere la priorità per la Lombardia. Sono questioni che non si possono risolvere con il risiko delle società ma con una seria programmazione di lungo periodo».