Di Pietro lascia ma spera «Le tangenziali gratis»

La Prealpina - 25/01/2017

Il presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda Antonio Di Pietro ha annunciato che a marzo abbandonerà la presidenza della società ma prima metterà al sicuro il futuro dell’opera. Prima di tutto collaborando con la magistratura che ha in corso tre inchieste aperte, poi riaprendo il dialogo con la Bei (Banca europea di investimento) e la Cassa depositi e prestiti. Mentre ai sindaci del territorio dà un consiglio: «Andate e fatevi sentire a ogni livello: la tangenziale di Varese come quella di Como deve essere gratuita. Ma Pedemontana non può farsi carico dei costi».

La notizia delle dimissioni programmate da Di Pietro ieri ha scosso la Provincia di Varese, a partire da Lozza dove il sindaco Giuseppe Licata ha commentato «Siamo molto dispiaciuti perché per la prima volta abbiamo trovato una persona che ha dialogato con il territorio e ha saputo avviare un percorso costruttivo verso la soluzione dei problemi. Ci ha sostenuto sul tema della nazionalizzazione della tangenziale».

Anche il presidente della provincia Gunnar Vincenzi ha ricordato l’impegno dell’ex ministro dei Trasporti venuto a Villa Recalcati per incontrare i sindaci: «Pedemontana è troppo importante per lo sviluppo regionale. Chiare le problematiche di qualche calcolo sbagliato. Ora l’auspicio è che si trovi un sostituto valido». Contattato da Prealpina e reduce da una riunione fiume di sei ore, Di Pietro ieri ha ribadito ancora una volta che sia la norma a non permettergli di restare alla guida di Pedemontana: «Il mio mandato scade a giugno e voglio fare il passaggio di consegne. Quando sono arrivato, ho trovato solo una scrivania vuota. Per questo attendo la nomina del nuovo direttore generale e spero che ci sia un’ampia rosa di manager competenti. Il Consiglio di amministrazione cambia, è meglio avere un direttore generale». Ma non sente di abbandonare la sfida Pedemontana perché in questi mesi si è prestato alla causa: «ho fatto volontariato, mi sono prestato gratuitamente». Ma soprattutto sottolinea «non mi si potrà dire che non ho fatto niente. Mi pare anche di aver dato dei risultati. Non abbandono, seguo gli obblighi di legge».

La prima operazione è stata quella legata alla trasparenza, poi gli incontri sul territorio. «Abbiamo appena avuto la dichiarazione di pubblica utilità dal Cipe per altri sette anni, a causa degli errori di valutazione è stato necessario avere la garanzia regionale sul rischio traffico che però ora dà maggiori garanzie e tutele. E un altro grande passo in avanti rispetto alla linea del credito. Per accedere ai finanziamenti bancari, che fino a ora erano privati, c’è in vista la garanzia di qualità grazie alla Bei (Banca europea di investimento): lo scorso anno era stato respinta la pratica, ora ho fatto di tutto per riaprire il dialogo ripresentando la domanda e ci sono le ispezioni in corso. Ancora il contenzioso con Strabag è in definizione, si parlava di miliardi di euro e ora siamo a decine di milioni. C’è una bella differenza». Pensando a Varese e alla tangenziale, aveva acceso la speranza e su Como iniziano a esserci risultati.

«Le tangenziali sono gratuite e bisogna tornare da Anas. Ho fatto verifiche con Cal e non si comprende il motivo per cui ai tempi la tangenziale fu inserita per volere di Regione Lombardia nel piano economico finanziario di Pedemontana. La tangenziale fa parte della città di Varese: io suggerisco ai sindaci di far sentire la loro voce».