Di Battista arriva a Varese «Vogliamo governare l’Italia»

La Provincia Varese - 30/01/2017

rotta su Varese: venerdì 17
febbraio arriva Alessandro Di
Battista, uno dei “leader” nazionali
del movimento di Beppe
Grillo.
Lo ha annunciato venerdì sera
agli attivisti il deputato varesino
Cosimo Petraroli. Che ammette:
«Non so se mi ricandiderò.
Ma spero che anche i portavoce
uscenti siano messi alla
prova con le “parlamentarie”».
Superato l’“incidente di percorso”
delle elezioni amministrative
dello scorso giugno,
quando il Movimento non riuscì
a trovare il compromesso per
presentare una lista che concorresse
per Palazzo Estense, i
“grillini” provano a riannodare
il filo con la Città Giardino ripartendo
da “Dibba”.
Alessandro Di Battista, 38
anni, uno dei portavoce nazionali
più in vista del M5S, il prossimo
17 febbraio sarà a Varese
per incontrare attivisti, simpatizzanti
e cittadini. Probabilmente
in piazza del Podestà, come
è stato richiesto al Comune.
Petraroli, Di Battista è il primo “big”
che fa rotta sul capoluogo dai tempi
del comizio di Beppe Grillo del
2011…
Ultimamente Alessandro è molto
richiesto e sono molto contento
che abbia accettato il mio
invito. L’anno scorso avevamo
già fissato Di Maio, prenotando
il Santuccio, poi fummo costretti
a disdire. Simbolicamente per
la provincia di Varese il 17 febbraio
partirà questo sogno. Il
sogno che ci potrà portare al governo
del Paese.
La sentenza della Consulta però dice
che bisogna raggiungere il 40%
per avere il premio di maggioranza…
Innanzitutto, chiariamolo: il
movimento correrà al 100% da
solo, questa è una cosa certa. E
puntiamo al 40% per avere il
premio di maggioranza. Probabilmente
in Lombardia non raggiungeremo
quella percentuale,
perché è una Regione che sta
bene perché qui c’è la Lega che
assorbe una parte del voto di
protesta. Ma il Sud, e io sono orgoglioso
di essere meridionale,
è con noi. È un luogo martoriato
che vede positivamente qualsiasi
novità diversa, dove ogni luglio.
Quale?
Fare meno riunioni provinciali,
che servono a poco, e stare più
attenti ai problemi del territorio.
Non bisogna pensare alla
campagna elettorale ma ai problemi
che toccano da vicino i
cittadini. Agli attivisti ho chiesto
di indicare e segnalare ai
portavoce le questioni da amplificare
mediaticamente. Per
avvicinare cittadini della politica
non bisogna parlare di massimi
sistemi ma lo si fa interessandosi
del riscaldamento delle
scuole, per fare un esempio. È
così che è nato il movimento, e
io stesso mi avvicinai al gruppo
di Varese portando l’idea della
moneta locale per incentivare il
piccolo commercio.n
«
In ogni caso
io non so ancora
se mi ricandiderò
perché la politica per me
è una parentesi
ce differente comunque è una
speranza. E al Sud – il risultato
del referendum è lì a dimostrarlo
– ormai vedono Renzi come la
figura del classico mentitore,
un altro che li prende in giro.
Non teme che le vicende di Roma e
della sindaca Raggi possano compromettere
la credibilità del Movimento?

C’è un accanimento mediatico
contro la Raggi. Ma è un fuoco di
paglia. Sull’immediato magari
ci rosicchia qualche voto, ma a
lungo andare i cittadini si accorgono
che c’è uno sbilanciamento
nel modo in cui i media trattano
le varie forze politiche e del
trucchetto con cui la politica
gestisce l’Italia da anni. E quelle
persone che si rendono conto di
questo trucchetto poi non ci lasciano
più. Gli strumenti con cui
ci attaccano si ritorcono contro
la vecchia politica. È così che
abbiamo costruito il nostro
consenso al 30% ed è così che lo
faremo arrivare fino al 40%.
Ma quando si voterà?
Noi siamo pronti per andare al
voto subito. E non perché Renzi
ha fallito il referendum, uno
straordinario successo del popolo
italiano. Ma perché la sentenza
numero 1 del 2014 della
Corte Costituzionale ha dichiarato
illegittimo il Porcellum che
ha eletto questo Parlamento,
dato che concedeva un premio
di maggioranza troppo ampio.
Noi chiediamo da allora di andare
subito al voto, perché un
Parlamento illegittimo non può
legiferare. Ora, dopo la sentenza
sull’Italicum, per rendere
omogenee le leggi elettorali di
Camera e Senato bastano tre
ore e tre emendamenti. In una
settimana si può fare. Il problema
è che l’Europa ha presentato
il conto delle mancette elettorali
di Renzi e chiederà di tenere in
piedi questo governo per far
scattare le clausole dell’aumento
dell’Iva dal 22 al 25% e dal 10
al 13%. Lo faranno quest’anno
prima che si vada a votare.
Come preparerete le liste, con le
“parlamentarie”?
In base alla legge elettorale che
ci sarà, si organizzeranno le votazioni
online. Alle quali, come
l’ultima volta, si potranno candidare
gli iscritti, non eletti, che
hanno partecipato ad un’altra
competizione elettorale in una
lista certificata, come candidato
consigliere comunale o regionale.
Avranno diritto di voto
tutti gli iscritti certificati. Non
si sa ancora se i portavoce
uscenti avranno un posto in lista
di diritto o se dovranno competere
alle “parlamentarie”. Io
penso che sarebbe più giusto
concorrere con gli altri aspiranti
candidati, sarebbe anche un
modo per verificare tra gli attivisti
se i parlamentari hanno lavorato
bene. In ogni caso, io non
so ancora se mi ricandido. La
politica per me è una parentesi.
A Varese, dopo il pasticcio della
mancata presentazione della lista
alle comunali, che riscontro si
aspetta per il Movimento?
C’è tanto bisogno del cambiamento
che propongono i Cinque
Stelle anche in una realtà come
Varese. Il fatto che a Varese e
Gallarate gli attivisti non abbiano
saputo trovare un compromesso
per creare una lista è segno
che qui c’è ancora da lavorare
per crescere. Ma la maturità
per governare il Paese ce l’abbiamo
già. Ecco perché agli attivisti
varesini ho dato un consi