«Defiscalizzare il Varesotto per rilanciare l’impresa»

Una Zona economica speciale (Zes) è una zona nelle quale le imprese godono di regimi particolari di semplificazione amministrativa e dove le imprese fiscali godono di particolari benefici, come l’esenzione completa delle imposte doganali e dell’Iva sulle attività di importazione, esportazione e consumo di prodotti.

La Giunta Regionale, nel 2014, ha steso un testo adottato poi dal Consiglio regionale, e presentato come proposta di legge al Parlamento, finalizzato ad istituire una Zes nell’area lombarda di confine con la Svizzera. Ma secondo Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd, tale legge necessita di una revisione e di un approfondimento per essere poi sostenuta dalle amministrazioni locali. Da qui la presentazione, a Palazzo Estense, di una mozione sulla Zes che di fatto modifica la precedente, con il fine di attuare «interventi legislativi per aumentare il tasso di competitività dei sistemi economici dei territori di confine, offrendo vantaggio alle imprese già presenti e alle nuove».

Una modifica rispetto alla proposta di legge precedente riguarda la necessità di adeguare il testo al nuovo quadro giuridico dell’Unione Europea. Questo perché i benefici fiscali di una Zes sono equiparati agli aiuti di Stato e, di conseguenza, devono rispettare le regole previste per gli aiuti di Stato alle imprese. Da qui la necessità di inquadrare l’area in cui si andrebbe a inserire la Zes da un punto di vista giuridico ed economico.

Alfieri chiede anche di estendere il territorio della Zes: il Consiglio regionale ha preso come riferimento l’area che gode dello sconto benzina, che include i comuni che distano meno di 20 chilometri dalla frontiera con la Svizzera. Cosa che di fatto nella nostra provincia taglia fuori Busto Arsizio e Gallarate, che pur soffrono della concorrenza con il Ticino.
Le motivazioni che hanno guidato Alfieri alla stesura di questa mozione sono le seguenti: «Il Canton Ticino offre a chi vuole fare impresa condizioni economiche molto più vantaggiose di quelle italiane, sia in termini di pressione fiscale, che in termini di adempimenti amministrativi necessari all’avvio e alla gestione di impresa, cosa che mette il Canton Ticino in posizione di vantaggio competitivo rispetto alle aree di confine. Di conseguenze, le aree immediatamente confinanti con la Confederazione svizzera sono quelle che più soffrono la concorrenza transfrontaliera».

Alfieri invita il sindaco Davide Galimberti a trasmettere la mozione ai Consiglieri regionali, ai deputati e al presidente della Provincia e della Camera di commercio, in modo da «sviluppare un’azione coordinata di lobbying istituzionale, a sostegno della ridefinita proposta legislativa di Regione Lombardia». La palla, quindi, adesso passa ai sindaci che devono far sentire la loro voce per chiedere alla Regione di intervenire.