Decolla il decreto per sbloccare Cargo City

Il ministro si collega da Roma, ha appena concluso la riunione con i colleghi dell’Esecutivo e la premier Giorgia Meloni in cui sono stati affrontati diversi provvedimenti.

In sala, a Volandia, la comparsa dell’immagine in video di Matteo Salvini, titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti, scatena un discreto applauso. Ci si aspetta che dica qualcosa anche su Malpensa e più precisamente sull’ampliamento dell’area cargo, previsto nel Masterplan (approvato) ma tenuto a terra, anzi bloccato dal ministero dell’Ambiente che nella valutazione di impatto ambientale ha escluso l’utilizzo di ulteriori spazi nel comparto aeroportuale per attività di arrivo, giacenza e movimentazione merci. C’è però in ballo la deroga che da tempo ventila anche l’altro ministro lumbard, il cazzaghese Giancarlo Giorgetti.

 

«Ho fatto un’informativa al Cdm»

E Salvini non delude le aspettative: prima annuncia che nel Consiglio dei ministri, appena conclusosi, si è parlato di Malpensa, «ho fatto un’informativa al Cdm», e poi annuncia lo sblocco della situazione per Cargo City. In sostanza dice che partendo della premessa che l’hub della Brughiera ha rilevanza strategica di interesse nazionale, si lavora tecnicamente alla “norma scaccia norma” che permetterà di togliere gli steccati all’area cargo.

 

«Negli uffici qui accanto…»

Per far capire che non è una dichiarazione d’intenti, fa due osservazioni il ministro: «Proprio in questo momento, negli uffici qui accanto al mio, stanno approntando la soluzione» cioè il decreto, e sul quando andrà in porto, pardon decollerà, ecco la frase «presto, dico domani».

È chiaro che quel «domani» messo in tavola da Salvini forse non allude ad oggi, martedì 19 settembre, ma ad un percorso rapido, tempestivo. Perentorio.

 

«Con Giorgetti e Picchetto»

A proposito dell’informativa al Consiglio dei ministri, Salvini ha quindi spiegato: «Al ministro Giorgetti e al ministro Picchetto dell’Ambiente ho confermato che lo sviluppo dell’area cargo di Malpensa è un obiettivo strategico». Concetto poi declinato così guardando ai vantaggi per il territorio: «Più lavoro, più sviluppo». Morale: la prospettiva della deroga normativa per l’ampliamento di Cargo City è adesso qualcosa di più, un impegno assunto dal ministro con una scadenza che freme.

Lo ha detto, in videoconferenza da Roma, all’assemblea a Volandia che ieri ha affrontato un progetto altrettanto suadente per lo scalo della Brughiera e i dintorni: la creazione della Hydrogen Valley.

 

Zes e dintorni

Prima dell’incontro, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, aveva speso parole a favore dell’ampliamento della zona cargo di Malpensa, usando parole che avrebbe poi utilizzato anche il ministro: «Obiettivo strategico».

Sempre il governatore lombardo, aveva anche toccato il tema della Zes (Zona a economia speciale) da molti accarezzato in provincia di Varese.

Fontana ha ammesso che allo stato attuale non è uno strumento praticabile in quanto previsto – legislazione alla mano – solo per il Sud.

Ma: «Io credo – ha osservato Fontana – che si debbano trovare degli strumenti per favorire la difesa delle tante professionalità, la difesa dei tanti lavoratori e la difesa delle tante aziende che subendo la concorrenza della Svizzera si allontanano dal territorio. Questo è fondamentale. Serve uno strumento efficace, che lo si chiami Zes o in altro modo non ha importanza».

«L’importante – ha aggiunto il varesino Fontana – è che si prevedano delle premialità per evitare che i nostri lavoratori vengano formati e poi si trasferiscano in Svizzera».

Perché parlarne nel contesto di Malpensa? Perché le sirene elvetiche “tentano” anche il personale dell’hub.

 

«Territorio votato all’export»

Il presidente di Confindustria Varese, Roberto Grassi, era al summit di Volandia.

Inutile dire che l’ampliamento dell’area Cargo è sempre stato caldeggiato dal suo settore. «Il nostro territorio è sempre stato votato all’export e quindi avere un asset strategico come Malpensa diventa indispensabile per supportare la crescita delle nostre aziende».

Ma servono adeguate «dotazioni infrastrutturali», con riferimento all’alta velocità. «Serve investire e non tarpare le ali al nostro aeroporto».