«Dateci i parcheggi»

STAZIONE In viale Milano sosta troppo cara: pendolari senza scelta

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la riscoperta da parte di Metropark del parcheggio di viale Milano: l’area dietro all’ex tribunale era dimenticata da un paio di anni, la sbarra che ne impediva l’accesso era rotta e chi aveva bisogno di un parcheggio poteva lasciare lì gratuitamente la propria auto. A giugno però Metropark (società del gruppo Ferrovie) ha deciso di riparare la sbarra e ha stabilito le nuove tariffe: parcheggiare in via Milano adesso costa 50 euro al mese, che possono diventare 35 per chi già possiede un abbonamento ferroviario. Tanti pendolari a settembre troveranno una brutta sorpresa. Snodo importante Il parcheggio di via Milano è mezzo deserto, in compenso la stradina dietro al tribunale è intasata dalle auto di chi parcheggia gratis. Per arrivare in stazione comunque bisogna camminare per poco meno di 700 metri, a questo punto tanti pendolari preferiscono il parcheggio di via Torino: quattrocento posti che si trovano a poco meno di un chilometro da piazza San Giovanni XXIII, ma che almeno sono gratis. Il punto è che attorno alla stazione di Gallarate, che dopo Rho è la più importante a nord di Milano, di parcheggi per i pendolari non ce ne sono. «È assurdo ma è così – afferma Manuel Carati, preparatissimo portavoce del Comitato pendolari Gallarate Milano -. Da Gallarate passano tre linee: la Milano Varese, la Milano Domodossola e la Milano Luino. Sulla tratta viaggiano 150mila persone, ma dal punto di vista dei parcheggi una stazione secondaria come quella di Parabiago è decisamente meglio servita. I gallaratesi in piazza San Giovanni XXIII preferiscono arrivarci a piedi, il parcheggio di Metropark è usato soprattutto da chi viene da fuori. A parte via Torino, che è lontano un chilometro, resta solo il parcheggio al centro commerciale Il Fare, che è coperto, dista meno di 200 metri dalla stazione e costa 2 euro al giorno, 20 al mese per gli abbonati. Tutto intorno c’è il disco orario, due ore di sosta al massimo. Come a dire: se potete evitare di prendere il treno, evitate». Il problema è che Milano ha deciso di cacciare le auto dal centro storico, e chi ci lavora in qualche modo deve arrivare comunque in ufficio: «L’a b b o n amento di Metropark è un altro salasso – afferma Anita Bella, del Comitato pendolari -. L’a b b o n amento per Milano già costa un migliaio di euro all’anno, così ne dovremo aggiungere altri 400. La verità è che chi prende il treno da Gallarate non ha molta scelta». Serve una soluzione Ecco perché a fine luglio il Comitato ha tentato di avviare un confronto con il Comune e con Rete ferroviaria italiana. La stazione di piazza San Giovani XXIII è un punto di riferimento fondamentale per i gallaratesi, ma anche per chi viene da Cardano e da Cassano Magnago. A Busto Arsizio le stazioni sono due (Stato e Nord), qui i problemi invece sono concentrati tutti attorno a un unico edificio. «Ma Ferrovie a Gallarate ha officine, scali e magazzini dismessi – continua Carati -. Perché non recuperare una parte di quelle aree per realizzare parcheggi e rendere la stazione più accessibile? A guadagnarci non sarebbero solamente i pendolari, ma tutta la città». Tutto sta nel trovare il modo di avviare il confronto. Luigi Crespi