Danni a salute e aziende Non comprate tarocchi

La Prealpina - 22/02/2018

busto arsizio A lezione di legalità e lotta alla contraffazione, in un’aula speciale come il Teatro Sociale. Ieri mattina gli studenti dell’Ite “Enrico Tosi”, del liceo scientifico “Arturo Tosi” e degli istituti “Olga Fiorini” hanno assistito allo spettacolo “Tutto quello che sto per dirvi è falso – Made in Italy e contraffazione”, progetto teatrale pensato e interpretato dall’attrice Tiziana Di Masi (in collaborazione col giornalista d’inchiesta Andrea Guolo) con l’obiettivo promuovere la cultura della legalità tra le giovani generazioni.

L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo Terziario Donna – Confcommercio della Provincia di Varese (presieduto da Cristina Riganti), col supporto di Ascom. Un progetto che sembra aver fatto centro, considerando l’attenzione e il coinvolgimento che gli studenti hanno dimostrato durante tutto lo spettacolo.

«La contraffazione – sottolinea Giorgio Angelucci, presidente di Uniascom Varese – continua a generare ingenti danni al sistema economico, attraverso i fenomeni della concorrenza sleale e dell’evasione fiscale. Ma è importante che voi ragazzi comprendiate anche i rischi per la salute che possono essere causati da prodotti non adeguatamente testati». «Quando andate a fare shopping – è l’invito agli studenti di Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese – dovete pensare che, dietro ogni oggetto, c’è il sudore di tante persone che lavorano onestamente. Per rispetto nei loro confronti, e per la tutela della vostra salute, evitate di acquistare merce contraffatta». Controllare le etichette e verificare la tracciabilità è uno dei consigli emersi dallo spettacolo, ma spesso basta il semplice buon senso: è impossibile che un cappellino o una scarpa griffata possano costare poche decine di euro. Spesso però i ragazzi sono disposti a rischiare una dermatite (o peggio) pur di mostrare una firma (falsa).

«Contraffazione e abusivismo arrecano danni pari a 27 miliardi all’anno alle imprese commerciali in Italia – fa sapere Anna Lapini, componente della giunta di Confcommercio incaricata per “legalità e sicurezza” -. Un consumatore su quattro ha acquistato prodotti contraffatti e il 70% di chi ha comprato un prodotto taroccato è convinto di aver fatto un buon affare».

Numeri che dimostrano come il problema in questione sia estremamente grave, a livello economico, ma anche sociale, visto che questi prodotti vengono spesso realizzati in aziende clandestine dove viene abbondantemente praticato lo sfruttamento del lavoro minorile.

«Anche sul nostro territorio ci è capitato di trovare laboratori abusivi – sottolinea Claudio Vegetti, comandante della Polizia locale di Busto Arsizio -, dove veniva prodotto materiale con etichette contraffatte e sfruttato il lavoro di veri e propri schiavi». Al dibattito conclusivo, moderato dalla giornalista Chiara Milani, hanno partecipato anche il sindaco di Busto Emanuele Antonelli e il tenente Laura Tripoli, comandante del Nucleo operativo della Guardia di Finanza.