Dalla Svizzera a Venezia navigando in brughiera

La Prealpina - 20/02/2017

Sono 427 le firme poste sotto il Manifesto redatto dall’associazione degli Amici dei Navigli per portare a termine il ripristino dell’antica idrovia Locarno-Milano-Venezia entro il 16 agosto 2019, duecento anni dopo l’ampliamento e il perfezionamento del sistema dei Navigli. Nove anni (e 200 milioni di euro spesi) dopo la presentazione di quell’avveniristico progetto, lanciato ufficialmente con un evento organizzato all’interno del Terminal 1 di Malpensa, manca davvero poco per raggiungere l’obiettivo. Considerando che i due ospiti più attesi saranno il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, lo spunto “per l’ultimo chilometro” potrebbe arrivare oggi pomeriggio al convegno “Il completamento dell’Idrovia Locarno Milano Venezia” organizzato dall’Istituto per i Navigli alla sede dell’Assimpredil Ance di Milano.

Mancano soltanto due ostacoli fisici per completare il ripristino della navigazione tra la Svizzera e Milano ed entrambi sono proprio a due passi da Malpensa.

Il primo è la conca non più funzionante di Porto della Torre (la diga con annesso ponte tra Somma Lombardo e Varallo Pombia), il secondo è il dislivello da 28 metri nel passaggio da canale a naviglio all’altezza di Vizzola Ticino.

Sarà il presidente del Consorzio Est Ticino Villoresi, Alessandro Folli, a illustrare nel dettaglio le opere mancati, per riaprire il tratto dell’idrovia sino a Pavia attraverso il recupero delle conche, la sistemazione delle alzaie e l’adeguamento dei ponti a raso presenti lungo l’itinerario.

«Il recupero dell’idrovia per la navigazione turistico- culturale dalla Svizzera al mare Adriatico passante per la Darsena di Milano è ormai in avanzata fase di attuazione», spiegano gli organizzatori del convegno. «Da Locarno a Milano quasi tutte le conche di navigazione lungo il fiume Ticino sono state restaurate o ristrutturate. Manca la conca di Porto della Torre, che però è già stata progettata e autorizzata dalla Regione Piemonte, manca la continuità sul canale Industriale, che è ancora da risolvere e in alternativa viene proposto il collegamento tra l’Industriale e il Villoresi, e manca anche l’approdo a servizio dell’aeroporto di Malpensa».

Secondo l’Istituto per i Navigli, le opere da realizzare comportano un finanziamento di circa 65 milioni di euro necessari per completare la navigazione lungo 300 miglia di vie d’acqua per unire il bacino turistico del lago Maggiore al bacino turistico della laguna di Venezia. I restauri, le ristrutturazioni e i consolidamenti già realizzati sono invece costati 200 milioni di euro, prevalentemente finanziati dalla Regione Lombardia oltre che dall’Unione Europea, dal Canton Ticino, dal Comune di Locarno, da Expo 2015, dal governo centrale e da altri soggetti pubblici e privati. «Completare le opere – dicono – è essenziale per valorizzare quelle già realizzate e per poter riaprire l’idrovia e utilizzare, rivalutandole, le grandi potenzialità turistiche e culturali esistenti». Dopo nove anni di impegno, a Sala e Maroni verrà dunque chiesto l’ultimo sforzo per non vanificare quanto fatto finora.