D’Alema, Martina e Castellina si sono confrontati a Varese sul futuro della sinistra: “La nostra gente tradita da scelte politiche sbagliate”

Varese7press - 16/11/2018

Aldila’ dei convenevoli di rito, entrando in sala quasi non si sono guardati Maurizio Martina, segretario nazionale uscente del Partito Democratico e Massimo D’Alema ospiti al congresso regionale Spi Cgil (Sindacato Pensionati Italiani) in corso di svolgimento alla sala Napoleonica delle Ville Ponti di Varese (domani giornata conclusiva).
“ Sinistra, da dove ripartiamo”, questo il provocatorio titolo del dibattito al quale, oltre ai gia’ citati Martina e D’Alema, come ospite vi era pure l’indomita e super arzilla Luciana Castellina in grado, alla veneranda era’ di 89 anni, di tenere testa a qualsiasi dibattito, grazie alla sua rinomata capacita’ oratoria derivante certamente da una lunghissima esperienza politica ( Dal Pci al Democrazia Proletaria fino a Sel) ma soprattutto capace di argute e profonde riflessioni culturali e politiche come pochi altri sono in grado di fare (invitati pure Ivan Pedretti e Stefano Landini oltre a una studentessa che ha parlato della relazione tra giovani e politica. Il tutto abilmente moderato dal giornalista Massimo Rebotti). Assente invece Claudio Martelli, per indisposizione dell’ultima ora.

Tra questi certamente D’Alema, sedutosi in prima fila in compagnia dell’amico ed ex parlamentare Daniele Marantelli, con il quale poco prima si era intrattenuto per un salutare caffe’.
L’ex Premier, dopo una breve ma efficace analisi degli scenari politici internazionali (analizzando pure il fenomeno Corbin in Inghilterra oppure le alleanze di governo in Portogallo e Spagna) che hanno determinato una sostanziale crescita della destra in diversi Paesi, e’ arrivato al punto dolente: quello da parte del Pd, di avere consegnato il Paese a un governo a guida Lega-M5Stelle senza opporre nessuna resistenza ma, anzi « con il leader del principale partito di centrosinistra seduto comodamente a sollazzarsi pop corn in attesa che questo governo cada da solo», ironizza D’Alema.
Chiaro il riferimento a Matteo Renzi e il suo disinvolto atteggiamento in attesa degli eventi.
Si’ ma quali sarebbero questo eventi futuri per la sinistra? Una domanda che per D’Alema risulta essere un micidiale assist «Questo popolo, quello della sinistra, si e’ sentito tradito decidendo di votare qualcosa somigliante alla sinistra. In assenza dell’originale ha votato un succedaneo: qui e’ avvenuto un cambiamento antropologico-sottolinea D’Alema-La Lega addirittura e’ in grado di capitalizzare consensi anche quando il Governo e’ criticato (vedasi ultimo sondaggi, ndr), mentre da questa situazione la sinistra non capitalizza nulla perche’ non ammette gli errori, non ammette di avere colpito con la sua politica recente, di avere colpito le basi sociali. Non dovevamo ferire i sindacati, gli insegnanti ecc.. da sempre patrimonio della nostra politica, sono il nostro mondo. Insomma abbiamo sbagliato e ora insieme dobbiamo cercare una strada nuova».

Durante l’intervento dell’ex premier, Martina non si e’ scomposto piu’ di tanto anche se la sua mimica facciale in qualche passaggio dell’intervento di D’Alema tradiva insofferenza.
Interessante comunque pure l’intervento dello stesso Martina, recitando una sorta di mea culpa valevole per tutta la politica recente del Pd.

D’altronde lui ci ha provato da segretario nazionale del partito, ha provato a cambiare qualcosa ma i vezzi i Renzi non hanno lasciato scampo bloccando ogni velleita’ « Mentre la destra ha fatto un cambiamento significativo in termini di contenuti, il nostro pensiero progressista si e’ arenato senza una visione, senza pensare a un progetto di societa’ che vada oltre i programmi elettorali».
Martina trova il tempo di fare autocritica «se tutta la sinistra in Europa ha pagato un caro prezzo politico in termini di risulati, e’ perche’ si e’ dimostrata conservazione e non cambiamento. In questi giorni abbiamo recepito segnali importanti ma ancora insufficienti».

Poi la frecciatina ai vertici del Pd «per quanto mi riguarda il mio dialogo rimarra’ prioritario con i cittadini, con gli elettori non certamente con la classe dirigente».
Il dibattito si scalda e anche l’intervento della Castellina aiuta in tal senso «Non bastano i valori, la sinistra e’ diventata piu’ fragile. Razzismo e immigrati, giusto fare battaglia su questi temi ma gli immigrati bisogna accoglierli e renderli uguali. Bisogna che le istituzioni tornino nella societa’, ora preda di una cultura individualista: il problema della sinistra e’ appunto quella di riprenderci questa societa’».

D’Alema al suo arrivo accolto da Marantelli

L’ ex parlamentare di lungo corso in Italia e Europa approfondisce tramite una breve analisi storica e sociologica, quei fenomeni di un recente passato come il post Sessantotto e di come abbia influito a livello di cambiamenti in tutti noi. Poi spazio a riflessioni di taglio europeo «in Europa bisogna costruire dei soggetti politici davvero europei, altrimenti un ‘Europa solidale non l’ avremo mai». Un incontro davvero riuscito con la grande sala stracolma. D’altronde al cospetto di simili personalita’ politiche un pizzico di nostalgia assale i tanti pensionati presenti (ma pure molti giovani insieme a loro).

Parlando di giovani tra i relatori vi era pure Cecilia Corsaro, giovane studentessa di Storia a Catania, attiva tra i giovani del PD e ospite della trasmissione “Passato e Presente” (Rai Storia) che non lesina critiche al vecchio modo di fare politica. Infatti,  al cospetto di Massimo D’Alema e Maurizio Martina, la ragazza  ha criticato con estrema limpidezza il centrosinistra: «Mi spiace dirlo ma anche l’esperienza di Liberi e Uguali ci ha dimostrato che servono volti nuovi e che non basta professarsi di Sinistra per acquistare credibilità con gli elettori. Per la scuola di formazione politica del PD venivano accolti i ragazzi che erano stati scelti dalle segreterie provinciali». L’intervento della giovane siciliana è iniziato citando il caso della nuova eletta al Congresso degli Stati Uniti, Alexandria Ocasio-Cortez, che si definisce “socialista democratica” e che ha sfondato a New York per le elezioni di metà mandato focalizzando la sua campagna elettorale su tematiche legate alla giustizia sociale, la ridistribuzione della ricchezza, welfare e sistema sanitario.

Insomma un pomeriggio proficuo di spunti critici e idee, finalmente abbiamo ascoltato qualcosa di intelligente in un’ arena politica pubblica dove per scontato non vi e’ mai nulla.