Dal Terminal 1 fino alla Cina

La Prealpina - 18/06/2020

Alle 19.50 di ieri, terzo giorno di riapertura del Terminal 1, è partito il charter di China Eastern diretto a Wenzhou. Da tre mesi è un decollo fisso del mercoledì. Ora è il filo rosso che unisce il prima e il dopo lockdown a Malpensa. Con due variazioni rispetto a quanto accadeva fino a settimana scorsa: la partenza non è più al Terminal 2, ovviamente, e i passeggeri – tutti di origine cinese – non indossano più le tute bianche. Questi ultimi, oltre ad avere la mascherine obbligatoria, anche in spazi più ampi continuano a mantenere la stessa compostezza e lo stesso ordine mettendosi in fila con anticipo sull’apertura del check-in.

È la curiosità dell’alba di una nuova fase. Quella che vede il T1 di nuovo operativo (con parallela chiusura del T2 ormai insufficiente a garantire sicurezza al numero crescente di viaggiatori), sempre China friendly e pronto a riprendersi, piano piano, il suo ruolo. Così anche il mercoledì trascorre con un centinaio di voli e una media di 10mila passeggeri tra partenze e arrivi. Nessun problema come nella giornata di debutto. L’unica differenza è l’inizio dei decolli traslato di un’ora rispetto a lunedì: il primo a spiccare il volo ieri è stato alle 8 un easyJet diretto a Catania. Mentre a chiudere la serie è stato alle 21.40 un Alitalia con destinazione Olbia.

Insomma, tutto procede secondo programmi. Cominciano ad aprire anche i negozi della piazza del Lusso oltre i varchi di sicurezza. Mentre tutti, operatori aeroportuali e passeggeri, seguono le indicazioni di sicurezza. Per garantire la quale Sea ha attivato soltanto i due satelliti estremi (il Nord e il Sud), ha lasciati aperti esclusivamente 8 ingressi (4 in entrata e 4 in uscita equamente divisi tra Arrivi e Partenze) in modo da facilitare i controlli a flussi con i termoscanner, ha installato oltre 250 dispenser di igienizzante e predisposto una segnaletica ad hoc. Per ripartire e riprendere quota.